Segni di ripresa in alcuni comparti

Commercio: boom di imprese straniere (+43%) nel 2014

di Camillo Cipriani - - Cronaca

Negozi a Firenze

Negozi a Firenze

Il commercio dà segni di ripresa. Confesercenti ha stimato, nel secondo semestre 2014, il un aumento di oltre 57mila occupati. Di questi, 31mila sono collocati in attività gestita da imprenditori stranieri, protagonisti di un vero e proprio boom. Infatti le imprese guidate da un cittadino extracomunitario nel 2014 sono oltre quota 136mila.

Complessivamente, nel 2014 sono rallentate le chiusure di attività, mentre per alcuni comparti si registra il ritorno alla crescita del numero di imprese: soprattutto nel commercio ambulante (+5.455 imprese) e nel commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti moda (+7.019), alimentari (+580) e di informatica (+314). Continua invece la crisi del dettaglio fisso di prodotti alimentari non specializzati (-6238) e delle edicole.

STRANIERI- Un focus sulle imprese straniere effettuato dalla Confederazione dimostra un deciso aumento delle aziende straniere, le cui attività aumentano soprattutto nel commercio al dettaglio alimentare specializzato (+9,8% nel 2014) e nel dettaglio non specializzato (+7,7% nello stesso anno).

Nel solo commercio ambulante, gli imprenditori stranieri costituiscono la metà del totale. Anche nel commercio al dettaglio in sede fissa le imprese straniere sono ormai 43mila, con una crescita del 6% nell’ultimo anno. Negli ultimi anni, dal 2011 al 2014, le aziende a guida extra-Ue registrate nel comparto sono aumentate del 16%, contro una riduzione del 6% di quelle italiane.

FUTURO – «Le prospettive future per il settore non sono comunque facili – aggiunge Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti – sopravvivrà solo l’impresa che saprà cogliere i mutamenti del mercato interno e l’influenza dei progressi tecnologici sui nostri settori. Gli imprenditori però, dovranno avere requisiti culturali e conoscitivi di cui oggi, la stragrande maggioranza non dispone. Oltre a garantire un maggior sostegno alla formazione imprenditoriale, occorre fare leva – conclude Bussoni – sulla qualità del servizio e sull’innovazione per resistere ad un mercato sempre più difficile: il 50% delle imprese del commercio nate nel 2010 ha chiuso dopo 4 anni, contro il 30% di chiusure del totale della nostra economia».

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