Calcio storico resta in piazza Santa Croce: giudice respinge il ricorso di 19 residenti. Confermato il calendario delle partite

FIRENZE – Si giocheranno in piazza Santa Croce le tre partite del Calcio storico 2026 (semifinali Rossi-Verdi il 13 e Bianchi-Azzurri il 14 giugno; finale il 24 giugno, festa di San Giovanni). Lo ha deciso il giudice del Tribunale di Firenze, Fiorenzo Zazzeri, respingendo il ricorso di 19 residenti, non solo della piazza, secondo i quali la manifestazione, tra allestimento, gioco e smontaggio, avrebbe procurato inquinamento acustico oltre i limiti di legge e un generale peggioramento della vita provocato dall’iniziativa.
La notizia è riportata oggi, 14 maggio 2026, dal quotidiano “Il Tirreno”. Il professor Manfredi Piccolomini è uno dei promotori dell’iniziativa verso Palazzo Vecchio che ha resistito in giudizio confermando la sede naturale dell’evento simbolo di Firenze. Non è la prima volta che il gruppo che ha portato il Comune in Tribunale chiede un uso ridotto della piazza per eventi pubblici.
Tra il 2011 e il 2012, gli stessi cittadini – assistiti come nell’ultima causa dall’avvocato Giuliano Scarselli – ottennero il divieto e poi il limite a tre concerti all’anno in piazza. Secondo i ricorrenti, stavolta i problemi non sono legati alla disputa delle tre partite in calendario. A loro dire i disagi derivano dall’occupazione della piazza, montaggio e smontaggio inclusi, che dura dai 40 ai 50 giorni.
Agli atti anche la consulenza di parte su «rumori assordanti per tutto il periodo, impalcature che raggiungono i 60 gradi a giugno diventando un ”radiatore” per la piazza, peggiorato dal cambiamento climatico. E poi lo smog dei camion inquinanti che restano fermi a lungo».
Le ragioni dei residenti non sono state ritenute sufficienti per un provvedimento di ”allontanamento” dell’evento dalla piazza. I disagi sono fisiologici, ma non al punto da sconfinare in violazioni di legge, né in evidenti disturbi o danni ai cittadini.
Nell’ordinanza, il giudice sottolinea «che non è stata allegata alcuna certificazione medica attestante patologie determinate dallo svolgimento delle precedenti analoghe manifestazioni: ciò che, pertanto, non può indurre a presumere l’eventuale pregiudizio derivante dallo svolgimento della prossima. Si aggiunga che taluni dei ricorrenti risultano risiedere in strade (via Tripoli e via delle Caldaie) che non sono situate neppure nelle immediate vicinanze di piazza Santa Croce».
Sulle misurazioni dei decibel fornita dai ricorrenti «non risulta la prova di un’esposizione continuativa a rilevanti livelli di rumore». E passando poi al danno all’ambiente, osserva il giudice Zazzeri «che non è stata allegata la prova che sussista il rischio che le attività connesse allo svolgimento della manifestazione in piazza Santa Croce , di modesta entità , di limitata durata nel tempo e di limitato ambito territoriale, possano determinare, nel contesto del complesso delle attività antropiche ordinariamente svolte per le più svariate esigenze nel territorio cittadino , un apprezzabile danno ambientale sotto il profilo della produzione di emissioni climalteranti , al punto da rendere necessario impedire con provvedimento d’urgenza lo svolgimento della manifestazione. Anche perché, presumibilmente, analoghe attività sarebbero necessarie qualora la manifestazione venisse svolta altrove».
