Martedì 17 febbraio alle 20.30

Opera di Firenze: Carnevale con il «Pipistrello» di Strauss

di Roberta Manetti - - Cultura

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Il manifesto della prima rappresentazione de «Il pipistrello» di Strauss

Il manifesto della prima rappresentazione de «Il pipistrello» di Strauss

FIRENZE – All’Opera di Firenze si festeggia l’ultimo di Carnevale con un allestimento in forma semiscenica de «Il pipistrello», la più celebre operetta di Johann Strauss junior.

È la prima volta che questo spumeggiante lavoro dell’autore del «Danubio blu» entra nei cartelloni del teatro fiorentino. Lo fa un po’ in tono minore, con artisti molto giovani: solisti, coro e orchestra vengono difatti quasi tutti dal Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze, ma tra gli ospiti della festa del Principe Orlofsky si trovano professionisti affermatissimi come Eva Mei, Marina Comparato e Filippo Adami, oltre a David Riondino nella parte del carceriere Frosch. Nella grande festa in casa del Principe Orlofsky sarà coinvolto anche il pubblico, che è invitato a presentarsi in maschera (invito non coercitivo, ovviamente).

La trama del «Il pipistrello» («Die Fledermaus»), che si svolge giustappunto la sera del martedì grasso a Vienna, è tutta giocata su una serie di buffi equivoci incrociati.

Rosalinde, moglie dell’altolocato Gabriel Von Eisenstein, ha un debole per il suo insegnante di canto, Alfred, che ha conosciuto bene anni prima di sposarsi. La sua cameriera Adele apprende da una lettera che sua sorella Ida, ballerina, andrà quella sera al ballo del ricco principe russo Orlofsky e che potrà accompagnarla, se riuscirà a farsi prestare un vestito elegante della sua padrona. Ma questa le nega la serata libera, perché suo marito dovrà proprio quella sera andare in prigione per aver schiaffeggiato un pubblico ufficiale e lei non può restare sola in casa. Giunge Eisenstein, che litiga col suo avvocato Blind per la sua incapacità al processo. Partito Blind, giunge il dottor Falke, che convince Eisenstein a rimandare l’ingresso in carcere per andare con lui al ricevimento di Orlofsky. Eisenstein acconsente, purché la cosa resti nascosta alla moglie! Rosalinde torna con i vecchi vestiti che il marito le ha chiesto per andare in prigione; stupita, apprende che ha invece deciso di vestirsi da sera, ma ci fa poco caso, già proiettata col pensiero all’incontro progettato con Alfred, novità che le ha fatto concedere alla cameriera il permesso per la serata negato prima. Nel frattempo Eisenstein si prepara ad andare in prigione, dove lo attendono “i topi” (il termine indicava anche le ballerine dell’Opera…). Tutti si fingono tristi; Eisenstein parte ed arriva Alfred, che infila una vestaglia del di Eisenstein e si prepara a una cenetta romantica con Rosalinde, che si schermisce. All’improvviso arriva Frank, nuovo direttore delle carceri, venuto a prelevare Eisenstein prima di recarsi, come tutti, alla festa di Orlofsky. Alfred, che ama Rosalinde, per non comprometterla, si lascia portar via al posto del colpevole, che Frank non ha mai visto.

Il secondo atto si apre sulla festa. Adele vi incontra sua sorella Ida, meravigliata della sua presenza: la lettera con l’invito era uno scherzo. Superato l’imbarazzo, presenterà sua sorella al principe come artista esordiente. Arriva il principe Orlofsky con Falke, da cui vorrebbe essere aiutato a sconfiggere la noia che lo attanaglia. Il dottore ha un piano: fare uno scherzo a Eisenstein per vendicarsi di quando, dopo un ballo di carnevale in cui lo aveva fatto ben ubriacare, lo aveva deposto, alla luce del giorno, sotto un albero con ancora addosso un costume da pipistrello; così Falke aveva dovuto attraversare la città, deriso da tutti. Arriva Eisenstein travestito da marchese Renard. Falke chiede al principe di intrattenerlo, mentre cerca di far venire alla festa Rosalinde. Orlofsky gli offre da bere e gli dice che la sola sua speranza di divertimento sta nella promessa che Falke gli ha fatto di ridere di lui, il Marchese Renard. Eisenstein rimane interdetto, e ancor più lo è nel vedere Adele; questa riesce tuttavia a convincerlo che non è lei. A Eisenstein-Renard viene poi presentato il cavalier Chagrin, ovvero il direttore delle carceri travestito, e fanno amicizia. Eisenstein corteggia Adele agitandole sotto il naso un orologio e facendole capire che potrebbe regalarglielo, se… In quel mentre giunge Rosalinde, travestita da contessa ungherese, e vede la scena; Eisenstein, che non la riconosce, inizia a corteggiarla mostrandole il solito orologio; lei glielo sottrae con l’astuzia, per usarlo come prova inconfutabile del tradimento. Fra arie a tempo di valzer e altre amenità, la festa va avanti fino alle sei del mattino. Eisenstein e Frank se ne vanno verso la prigione, ancora ignorando le reciproche identità. Intanto Alfred, in cella, canta, zittito dal guardiano Frosch, ubriaco. Arrivano Ida e Adele, che chiedono del Chevalier Chagrin e vengono condotte nell’ufficio di Frank. Adele confessa di non essere un’attrice, ma chiede al cavaliere il suo aiuto per diventarlo. Sopraggiunge Eisenstein, pronto a scontare la sua pena carceraria e resta di stucco, quando apprende che “Eisenstein” è stato arrestato la sera prima mentre cenava con la moglie, cui ha sussurrato addii molto teneri. Giungono ancora una dama velata (Rosalinde, venuta a scongiurare Alfred di fuggire per non rischiare di incontrare suo marito) e Blind. Eisenstein si trucca da Blind e interroga la moglie per sapere cosa sia successo la sera prima; quando, furibondo, si rivela, Rosalinde altrettanto sdegnata gli mostra l’orologio che gli ha sottratto alla festa e gli tappa la bocca. Tutti sono in scena quando Falke rivela che ciò a cui hanno assistito è la vendetta del pipistrello. Eisenstein non se ne ha a male. Anzi, tutti insieme danno la colpa di ogni cosa allo champagne, e tutto finisce in gloria.

Opera di Firenze (Piazza Vittorio Gui / Viale Fratelli Rosselli, 7)

Martedì 17 febbraio ore 20.30

«Il pipistrello» (Die Fledermaus). Operetta in 3 atti. Musica di Johann Strauss Jr. (1874). Libretto di Carl Haffner e Richard Genée da «Le réveillon» di Henri Meilhac e Ludovic Halévy. Versione ritmica italiana di Gino Negri

Solisti, Coro e Orchestra del Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze

Direttore: Paolo Ponziano Ciardi, Maestro del Coro: Francesco Rizzi, Pianoforte: Elisabetta Sepe
Con David Riondino nella parte del carceriere Frosch
Ospiti nella festa del II atto: Eva Mei, Marina Comparato, Filippo Adami
Gabriel von Eisenstein: Gabriele Spina – Rosalinde: Caterina Poggini – Alfred: Artem Tarasenko – Adele: Adina Vilichi – Frank: Dielli Hohxa – Orlofsky: Isabella Messinese – Falke: Dario Shikhmiri – Blind: Claudio Mugnaini – Ida: Amelia Burns – Ivan: Antonio Pannunzio

Regia e adattamento dei dialoghi: Riccardo Massai – Luci: Gianni Paolo Mirenda

Posto unico euro 20; info nel sito dell’Opera di Firenze

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