Auguri Pasqua 2019

E' stato il principe dei fischietti negli anni '70

Mattarella (che verrà in visita a Firenze il 24 febbraio) arbitro imparziale: come Concetto Lo Bello

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica, Sport

Sergio Mattarella Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella Presidente della Repubblica

Il 24 febbraio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, verrà a Firenze per la sua prima visita ufficiale nella nostra città. Inaugurerà l’anno della Scuola superiore della magistratura. Il nuovo Capo dello stato, finora, si è mosso in punta di piedi, ma ha fatto capire che vuole tener fede al suo ruolo di tutela dalle Costituzione e delle istituzioni repubblicane. Ha infatti già ricevuto i rappresentanti delle opposizioni che si erano rivolti a lui come garante di tutti, protestando per la pretesa deriva autoritaria dell’azione di governo.

Il ruolo di arbitro imparziale e autorevole, che Sergio Mattarella ha evocato per sè fin dal discorso davanti alle Camere, fa venire in mente la figura di un personaggio sportivo degli anni ’70, suo corregionale, un fischietto che è rimasto negli annali del calcio per la sua indubbia capacità, per l’imparzialità, per il continuo sforzo di far rispettare le regole, anche in modo ruvido, ai giocatori in campo (anche se in un paio di ormai remotissime partite, a Firenze, concesse rigori non diamantini all’Inter e fu generoso verso il Cagliari di Gigi Riva…). 

Concetto Lo Bello

Concetto Lo Bello

LO BELLO – Concetto Lo Bello da Siracusa. Era l’arbitro più famoso del mondo ma era anche l’uomo che, prima del fischio d’inizio, si faceva sempre il segno della croce. Niente e nessuno sono mai riusciti a intimidirlo, sin dal debutto in serie A. Non solo per quel fisico possente che metteva soggezione, ma soprattutto per la sua spiccata personalità, l’ascendente sui giocatori, l’autorità e l’autorevolezza che sapeva mettere in campo, la capacità di valorizzare la figura dell’arbitro protagonista e personaggio. Abituato a non arrendersi mai, ha sfidato i potenti del calcio dell’epoca pur di imporre la disciplina che derivava dalle regole arbitrali e di difendere la sua immagine d’incorruttibile.

MATTARELLA – E forse, quando Sergio Mattarella ha fatto quel paragone, pensava proprio al baffuto arbitro di Siracusa, divenuto poi anch’egli parlamentare. Non è solo la fede cattolica che li accomuna, ma anche la perfetta conoscenza dei regolamenti e delle norme che un buon arbitro e un buon politico sono rispettivamente chiamati ad applicare. Chi meglio di Sergio Mattarella, professore di diritto costituzionale e giudice della Corte costituzionale può svolgere il ruolo di custode imparziale dei principi fondanti della repubblica nel momento in cui ci si accinge a realizzare alcune grandi riforme.

ELETTORALE – Come la legge elettorale, ribattezzata adesso Italicum. Il Presidente è certo un esperto in questo campo, essendo stato l’autore dell’ultima legge, il Mattarellum, che dava la possibilità agli elettori di scegliere, almeno in parte, i parlamentari da eleggere, evitando quello che poi è accaduto, un Parlamento di nominati dalle segreterie dei partiti. La scelta del sistema elettorale è fondamentale infatti per restituire la parola e la scelta dei suoi rappresentanti al popolo italiano, dopo che per tre anni Giorgio Napolitano ha evitato il ricorso alle urne. Confidiamo quindi che Mattarella sappia intervenire a tutela degli elettori, ispirandosi ai principi della legge da lui proposta.

SENATO – Il ruolo di Mattarella sarà fondamentale non solo su questi temi: dovrà fare sfoggio di tutta la sua competenza e diplomazia per favorire riforme, come quella del senato, cercando di attirare su di esse il consenso più ampio delle forze politiche. Le regole infatti debbono essere il più possibile condivise per poter essere meglio rispettate.

DIPLOMAZIA – Un primo segnale il Presidente lo ha dato in questi primi giorni invitando Grillo e Berlusconi al Quirinale e, come detto, ricevendo le opposizioni. Dovrà dimostrarsi autorevole e imparziale come non lo sono stati alcuni suoi predecessori, che talvolta si sono schierati, più o meno apertamente, per una delle parti in campo.

Di un Presidente con queste caratteristiche si sente il bisogno soprattutto nel momento attuale, nel quale il premier mostra la tendenza ad andare avanti nei suoi progetti di riforme anche senza l’appoggio di altre parti politiche. Lo ha riconosciuto, correttamente, il Ministro Maria Elena Boschi: “Con un governo come il nostro, fatto di persone giovani e impegnato nelle riforme in più settori serve una figura di garanzia per tutti, un arbitro imparziale, capace di dirci, quando sbagliamo, che stiamo sbagliando”. E d’intervenire con pazienza, pacatezza e saggezza in via preventiva, tirando fuori i cartellini gialli e rossi solo in caso di estrema necessità. Sotto quest’aspetto l’atteggiamento di Mattarella potrebbe giustamente non seguire le orme del più effervescente arbitro siracusano.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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