Scomparso a Milano stasera 21 febbraio

Lutto nel teatro per la morte di Luca Ronconi, il regista cittadino onorario di Prato

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Prove di scena di Falstaff

Il regista Luca Ronconi durante una prova

MILANO – Il regista teatrale Luca Ronconi è morto oggi 21 febbraio al Policlinico di Milano, dov’era ricoverato da alcuni giorni. I funerali si svolgeranno il 24 febbraio, in forma privata, nella parrocchia di Civitella Benazzone (PG): un luogo, come spiega un comunicato del Piccolo Teatro, in cui sono sepolte alcune delle persone che gli sono state più care.

Luca Ronconi, artista di fama internazionale, fu particolarmente legato alla Toscana: fu a Prato che fondò, nel 1974, lo storico Fabbricone, che vide l’allestimento di spettacoli entrati nella storia del teatro. Era un’ex area industriale che Ronconi fece diventare il secondo teatro di Prato dopo il Metastasio. Sempre qui, nel 1977, inaugurò con le «Baccanti» l’orfanotrofio «Magnolfi», un altro nuovo spazio teatrale. Per questi e altri contributi artistici, Luca Ronconi è divenuto dal 15 novembre 2014 cittadino onorario di Prato.

Era nato l’8 marzo 1933 a Susa in Tunisia. Che le sue condizioni di salute fossero precarie si era capito dalla sua assenza alle prove del «Falstaff», di cui firmava la regia, all’Opera di Firenze nel novembre 2014. Le complicazioni causate da un’infezione virale lo hanno purtroppo portato al decesso.

Direttore del Teatro stabile di Torino (1988-93), del Teatro stabile di Roma (1994-98) e direttore artistico per oltre un decennio del Piccolo Teatro di Milano, Luca Ronconi ha firmato nella sua lunga carriere regie teatrali e liriche sempre innovative.

Ha esordito come regista con «La buona moglie» di Goldoni (1963), cui seguirono «I lunatici» di Th. Middleton (1966), «Misura per misura» e «Riccardo III» di Shakespeare, «Il candelaio» di Bruno, «Fedra» di Seneca, e il fortunatissimo, mitico «Orlando furioso» (1968, passato in TV nel 1975), esempio di sintesi fra avanguardia e tradizione. Dell’avanguardia teatrale fu un pilastro, anche se fu proprio lui a dichiararla ufficialmente finita già alla fine degli anni Settanta.

Numerose anche le regie, mai banali, per opere liriche, alcune, per lo più memorabili, anche a Firenze. Attivo fino alla fine, è stato presente al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2013 e nel 2014, rispettivamente con «Pornografia» di W. Gombrowicz e «Danza macabra» di A. Strindberg.

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