Rottura definitiva fra l'ex segretario e il premier

Pd, Bersani: con questo Renzi non si tratta più.

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

Pierluigi Bersani si dimette

Pierluigi Bersani

ROMA – Esplode in tutta la sua evidenza il dissidio sempre più netto fra renziani e minoranza dem all’interno del Pd. Anche Bersani dichiara guerra aperta a Renzi non presentandosi oggi alla riunione del partito, convocata dal Segretario: «non ci penso proprio ad andare» e boicotta l’invito del premier ai gruppi parlamentari a discutere di Rai, fisco e banche popolari. Come lui si regoleranno molti compagni del correntone ex Ds guidato da Roberto Speranza, in testa Fassina e D’Attorre. Che sparano a zero, «non mi faccio prendere in giro da Renzi», dice Fassina. «Io m’inchino alle esigenze della comunicazione, ma che gli organismi dirigenti debbano diventare figuranti di un film non ci sto», rincara la dose Bersani. Anche  Civati azzarda una giustificazione: «non vado, ho judo».

Reagisce il renziano Andrea Marcucci: «Se Renzi non coinvolge il gruppo parlamentare del Pd fa di testa sua, se lo coinvolge comunque sbaglia. Qualcuno nella minoranza vorrebbe ribaltare il voto delle primarie. Non si può fare». I fedelissimi del premier sostengono: «Da tempo si diceva di coinvolgere prima i parlamentari sulle leggi che poi vanno in consiglio dei ministri, per evitare di correggerli poi in Direzione. E convocando lui i gruppi, Matteo evidenzia che altri non lo hanno fatto. Un problema». Che sembra individuarsi nel capogruppo Roberto Speranza.

È indubitabile però che, di questo passo, presto si andrà alla resa dei conti. Che è in fondo, da sempre, l’obiettivo di Renzi.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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