Lavoro: disoccupazione in calo (-0,1) nel gennaio 2015. Ma il 2014 è stato un anno nero

ROMA – La disoccupazione finalmente comincia a diminuire, ma resta sempre a livelli record. In base alle stime rese note dall’Istat il tasso di disoccupazione italiano nel mese di gennaio è calato per il secondo mese consecutivo scendendo al 12,6% dal 12,7% (rivisto da 12,9%) di dicembre. Il tasso di disoccupazione nella fascia di età 15-24 anni, ovvero l’incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, si attesta invece al 41,2% rispetto al 41,4% (rivisto da 42%) di dicembre.
Nella media del 2014, il tasso di disoccupazione aveva raggiunto il 12,7% rispetto al 12,1% di un anno prima, mentre nella fascia di età 15-24 anni arrivava al 42,7%, crescendo di 2,6 punti percentuali. Davvero pessimi sono stati soprattutto i dati del quarto trimestre con la disoccupazione che aveva toccato il 43,3% per i 15-24enni.
Quanto agli occupati nel 2014 la crescita ha interessato sia gli uomini (+0,2%, pari a 31.000 unità) sia, soprattutto, le donne (+0,6%, pari a 57.000 unità). A crescere sono però solamente le regioni del Centro e del Nord, mentre il Sud cala ancora (-0,2%). A gennaio il tasso di occupazione risulta invece pari al 55,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,3 su base annua. In particolare, è cresciuta l’occupazione femminile (+0,2 su dicembre e +0,8 su gennaio 2014) mentre il numero di inattivi è calato dello 0,1% nel confronto con dicembre e dell’1,3% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso si attesta al 36%, invariato in termini congiunturali e in calo di 0,4 punti su base annua. In pratica, spiegano dall’Istat, “stiamo un po’ recuperando sulla grossa perdita che c’era stata nell’arco del 2013, l’anno peggiore dal punto di vista dell’occupazione assieme al 2009”.
Giustamente caute, per quanto soddisfatte, le reazioni della maggioranza e del governo. Il ministro del Lavoro Poletti parla di “risultato incoraggiante dopo diversi anni di caduta dell’occupazione, che – insieme ai segnali positivi di crescita della produzione industriale e della fiducia di imprese e consumatori – fa intravedere la possibilità di un 2015 migliore per l’occupazione e l’economia, con un quadro di maggiore stabilità in grado di favorire gli investimenti delle imprese”.
