Il Senato chiede chiarimenti al ministro

Tav Firenze: Lupi assediato (e Renzi non lo difende) ma per ora non si dimette

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi

FIRENZE – Il giorno dopo la Tangentopoli delle grandi opere non si placa la bufera politica. Al centro del ciclone il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Suo figlio Luca, secondo i magistrati, avrebbe ricevuto favori (e un Rolex in regalo) dall’ex super dirigente dei lavori pubblici Ettore Incalza.

RENZI – Renzi ha preferito dribblare la questione, entrando in polemica (“Dire che lo Stato da carezze ai corrotti e schiaffi ai magistrati è un falso”) con l’Associazione nazionale magistrati in merito a un’affermazione del Presidente, che il premier non aveva gradito.

SENATO – In Parlamento la vicenda Lupi il tema del giorno: a lui la capigruppo del Senato, su proposta della Lega Nord accolta da tutti i gruppi compreso quello del suo partito, Ncd, chiede di riferire in aula sul ciclone giudiziario che ha investito i grandi appalti con una informativa urgente. Il Movimento 5 stelle e Sel presentano alla Camera una mozione di sfiducia individuale contro di lui, mentre la Lega la presenta contro il ministro dell’Interno e leader di Ncd Angelino Alfano: “Noi non vogliamo fare un favore a Renzi e ad Alfano spostando il tiro soltanto su Lupi”, spiega il capogruppo leghista a Montecitorio, Massimiliano Fedriga.

DELRIO – In serata per il Governo il sottosegretario Delrio faceva balenare l’ipotesi dimissioni, dicendo: «Lupi non è indagato, i fatti non sono tutti a nostra conoscenza. È chiaro che ci sono valutazioni politiche che si faranno ma ci vuole un po’ più di contezza delle carte. Poi c’è una decisione che spetta al singolo e credo che sia in corso una valutazione da parte del ministro».

LUPI – Dopo le dichiarazioni di Delrio, Lupi è costretto a ribadire che non pensa a dimettersi e soprattutto a far sapere che “oggi ha sentito più volte il premier Matteo Renzi”. Un modo nemmeno troppo velato per negare l’ipotesi di un pressing da palazzo Chigi per le sue dimissioni. Pressing che però è confermato dalla presa di posizione di Matteo Orfini, presidente dell’assemblea nazionale del Pd, che parla di “alcuni aspetti inquietanti che destano preoccupazione” e avverte: “E’ evidente che Lupi debba chiarire alcuni aspetti, sono certo che sarà disponibile a farlo, poi si faranno le valutazioni circa le sue eventuali dimissioni”. E domani si riprende: probabile una conferenza dei capigruppo alla Camera, per decidere la calendarizzazione della mozione di sfiducia. Se verrà fissata a breve, la pressione su Lupi non potrà che crescere.Ma Lupi ribadisce che, almeno per ora non sta pensando alle dimissioni. E infatti intorno alle 19 il ministro conferma gli appuntamenti pubblici previsti per domani: alle 9.30 alla Fiera di Rho per la mostra ‘Building the Expo’ nell’ambito di Made Expo. E alle 15 alla Camera per il question time.

Molti, anche del suo partito (il PD), ad esempio Pippo Civati, chiedono a Renzi di pronunciarsi chiaramente sulla questione, così come fece in occasione delle vicende dell’allora Ministro Annamaria Cancellieri, di cui invocò le dimissioni per le telefonate a favore di Giulia Ligresti.  Vedremo il seguito della questione che ovviamente è e sarà in continua evoluzione.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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