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Terrorismo, Tunisi: 3 italiani morti e 6 feriti nell’attacco al museo del Bardo

Tunisi, attacco al Museo Bardo
Tunisi, attacco al Museo Bardo: l’intervento delle forze di sicurezza

ROMA – Sono 3 i morti e 6 i feriti, italiani, nell’attentato terroristico di matrice islamista – dall’Isis è arrivato un plauso via Twitter – compiuto oggi 18 marzo al museo del Bardo di Tunisi. I sei feriti sono ricoverati in tre diversi ospedali della capitale della Tunisia. Lo ha fatto sapere poco dopo le 20 di questa sera da Roma il ministero degli Esteri.

Cinque uomini armati travestiti da militari hanno assaltato il celebre museo del Bardo, nel cuore di Tunisi, accanto al Parlamento che forse era il loro obiettivo originario, dal quale sarebbero stati respinti. C’è stata una sparatoria, un assedio con decine di turisti presi in ostaggio – drammatiche le immagini di ragazzi e bambini seduti a terra nel museo twittate dagli stessi ostaggi – e poi si è consumata la strage. Al termine del blitz delle forze di sicurezza tunisine si contano 24 morti e circa 50 feriti.

I turisti italiani uccisi sono 3, secondo la Farnesina, e 6 i feriti. Due degli attentatori, entrambi di nazionalità tunisina, sono morti, ha detto il governo di Tunisi, mentre tre membri del commando sarebbero riusciti a fuggire. In serata due sospetti sono stati arrestati, e migliaia di persone si sono riversate nelle strade della capitale per protestare contro il terrorismo.

Gli altri morti sono due tunisini, tra cui un agente di polizia, e italiani, polacchi, tedeschi e spagnoli, ha affermato il governo tunisino. Gran parte degli italiani coinvolti erano membri di un gruppo appena sbarcato da una nave della Costa crociere. Al momento dell’attacco, si è appreso alla Farnesina, nel luogo della sparatoria erano in circolazione tre bus turistici con i partecipanti alla crociera sulla nave della Costa. Tra loro, un gruppo di dipendenti del Comune di Torino.

«Dentro al museo noi eravamo in sei, io ho sentito sparare, ho visto gli spari e ho visto dei ragazzini che sparavano – è la drammatica testimonianza resa al sito del quotidiano La Stampa da Maria Antonietta Santoro, una turista torinese sopravvissuta alla strage -, però poi io e mio marito ci siamo messi a scappare e abbiamo preso le scale di emergenza. Gli altri erano con noi ma poi sono scappati da un’altra parte».

E, per quanto riguarda la Toscana, due coppie di turisti di Grosseto, sono miracolosamente scampate all’attentato perché sono rimaste a bordo della Costa Fascinosa attraccata in porto senza partecipare alla visita al museo. Uno di essi, Sergio Papini, attorno alle 18.30 aveva scritto su Facebook: «Al porto c’è molta confusione, sappiamo che ci sono ostaggi, ma non ci dicono niente. Si sente sparare in lontananza. Noi stiamo bene». Papini è in viaggio con la moglie, Roberta Rosi.

Da Roma il presidente del consiglio Matteo Renzi ha duramente condannato l’attacco di Tunisi, esprimendo vicinanza al governo ed alle autorità tunisine, così come ha fatto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Ho appreso con sgomento dell’attacco terroristico perpetrato oggi a Tunisi, che ha causato numerose vittime e molti feriti e nel quale sono rimasti tragicamente coinvolti alcuni connazionali» ha dichiarato il Capo dello Stato, esprimendo, «a nome mio personale e di tutto il popolo italiano, la più netta e ferma condanna per un gesto vile e odioso».

Poco dopo la fine del blitz, è apparso in tv il premier tunisino Habib Essid: «Questa sarà una guerra lunga – ha affermato – dobbiamo mobilitarci a ogni livello, tutti insieme, tutte le appartenenze politiche e sociali per lottare contro il terrorismo. Serve unità nella difesa del nostro paese che è in pericolo». È stato Essid a confermare la notizia degli italiani uccisi, accanto a tedeschi, polacchi e spagnoli.

 

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Domenico Coviello

Giornalista

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