Una circolare Inps annuncia lo slittamento dell'età di 4 mesi

Pensioni: da gennaio 2016 saranno necessari 66 anni e sette mesi per lasciare il lavoro

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

Sede Inps

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ROMA – Slitta l’età della pensione. Ci vorranno 4 mesi in più dall’anno prossimo. Significa che, dal primo gennaio 2016, per andare in pensione  saranno necessari 66 anni e sette mesi. E’ quanto si legge in una  circolare dell’Inps (che recepisce un decreto del Mef), in cui si
spiega che dal prossimo anno bisognerà aspettare, appunto, 4 mesi in più per  poter lasciare il lavoro. In particolare i requisiti di accesso ai  trattamenti pensionistici vengono incrementati di 4 mesi, mentre i  valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva sono
aumentati di 0,3 unità.

Per i lavoratori del pubblico e del privato,  le lavoratrici del pubblico l’età per la pensione di vecchiaia sale a  66 anni e 7 mesi. Mentre per le lavoratrici del settore privato si  sale a 65 anni e sette mesi, mentre le lavoratrici autonome arrivano a 66 anni e un mese.

Perché lo slittamento? L’aumento di quattro mesi per il pensionamento previsto a partire dal 2016 “è un aggiustamento
automatico” legato all’aumento della speranza di vita. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso di un’intervista nella trasmissione Otto e Mezzo. Boeri ha ricordato che l’incremento della speranza di vita negli ultimi anni è stato molto forte con un incremento di due anni e mezzo ogni dieci anni.  Nel nostro paese, ha detto ancora il presidente Inps, prima si allungava la vita
ma si accorciava la vita lavorativa. “Questo – ha aspiegato – era insostenibile”.

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Ernesto Giusti

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