Prevista anche la norma "Vanessa e Greta" per scoraggiare i viaggi nei Paesi a rischio

Anti-terrorismo: magistratura e polizia potranno frugare fra le e-mail di tutti. Insorge il garante della privacy

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano

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Il Ministro Alfano

Il Ministro Alfano

ROMA – Il decreto antiterrorismo varato dal Governo all’indomani degli attentati di Parigi è attualmente in discussione alla Camera dei deputati. Ma sono oggetto di polemiche le ultime modifiche apportate al provvedimento, che prevedono un’accentuazione dei controlli informatici. Una modifica all’articolo 266 bis del codice di procedura penale, prevede infatti che«è consentita l’intercettazione del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrente tra più sistemi, anche attraverso – questa è l’aggiunta apportata durante l’esame in commissione – l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico». Il procuratore potrà conservare i dati di traffico fino a due anni. Inoltre la polizia potrà usare programmi per acquisire «da remoto» le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico.

GARANTE – La norma ha già scatenato le critiche del del Garante della privacy, Antonello Soro, il quale osserva: «L’equilibrio tra protezione dati ed esigenze investigative sembra sbilanciato verso queste ultime, che probabilmente non vengono neppure realmente garantite da strumenti investigativi privi della necessaria selettività».

GRETA E VANESSA – È stata introdotta una misura per scoraggiare i viaggi in aree a rischio, soprannominata subito «norma Anti Greta e Vanessa». Il Ministero degli Esteri indicherà le aree a rischio e sconsigliera’ esplicitamente i Paesi dove recarsi: «Chi intraprende viaggi in zone pericolose o li organizza avrà l’esclusiva responsabilità individuale» sulle conseguenze.

Sono stati presentati 250 emendamenti e, nel caso in cui i partiti li mantenessero tutti, il Governo sarebbe intenzionato a chiedere una nuova fiducia, abitudine che ormai Renzi ha adottato fino a diventare il recordman di questa prassi, superando anche Berlusconi.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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