Firenze, al nuovo Museo dell’Opera del Duomo le 16 statue del campanile di Giotto

Il Campanile di Giotto
(3) Donatello, Abacuc,  allestimento del nuovo Museo dell'Opera Firenze
L’«Abacuc» di Donatello al Museo dell’Opera del Duomo (foto Opera del Duomo / Claudio Giovannini)

FIRENZE – Procedono i lavori per la realizzazione del nuovo Museo dell’Opera del Duomo, che dovrebbe essere inaugurato giovedì 29 ottobre. Una fase cruciale è stata appena compiuta: in questi giorni sono state liberate dagli imballaggi di protezione e poste nella loro definitiva collocazione le sedici monumentali statue che decoravano il Campanile di Giotto e i due Evangelisti di Donatello e Nanni di Banco scolpiti per la facciata della cattedrale tra il 1408 ed il 1415.

Fu Andrea Pisano a progettare le sedici le nicchie destinate ad accogliere ognuna una statua a tutto tondo, al livello superiore rispetto ai due dei bassorilievi. L’Opera del Duomo le commissionò nell’arco di un secolo, tra il 1330 e il 1430. Fra queste spiccano i Profeti di Donatello, tra cui Abacuc – rappresentato avvolto in una lunga tunica che cade dalla spalla sinistra, con pieghe profonde – e Geremia, il cui volto è stato di ispirazione a Michelangelo per la realizzazione del David.

Autentici capolavori di alcuni fra i migliori scultori del tardo medioevo e del primo Rinascimento (Andrea e Nino Pisano, Maso Di Banco, Nanni di Bartolo, Donatello), le sedici statue erano state portate all’interno del vecchio Museo dell’Opera del Duomo nel 1937. Ora, in buona compagnia fra altri capolavori di Michelangelo, Lorenzo Ghiberti, Luca della Robbia, Arnolfo di Cambio, Antonio Pollaiuolo, Andrea del Verrocchio, sono quasi pronte per mostrarsi di nuovo in tutto il loro splendore.

Arte, opera del duomo, rinascimento fiorentino, scultura

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