La rilevazione trimestrale

Istat: cresce (+0,8%) il potere d’acquisto delle famiglie ma sale ancora la pressione fiscale (+0,2%)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

ISTAT

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ROMA – In Italia il potere di acquisto delle famiglie consumatrici, ovvero il loro reddito reale, è aumentato nel 2015 dello 0,8%. Si tratta del primo rialzo da otto anni, dal 2007, prima dello scoppio della crisi. Lo rileva l’Istat che però guardando all’ultimo trimestre dello scorso anno registra una flessione della capacità di spesa, almeno a livello congiunturale (-0,7%). La variazione si mantiene invece positiva su base annua. La spesa delle famiglie per consumi finale sale ancora, registrando un aumento dell’1,0% nel 2015 (era +0,8% nel 2014). Nell’ultimo trimestre dell’anno il rialzo sia stato pari allo 0,4% a livello congiunturale e all’1,5% in termini tendenziali.

La pressione fiscale, nel 2015, si attesta al 43,5% in calo di 0,1 punti su base annua. L’Istat spiega: «La correzione riguarda le operazioni connesse alla risoluzione della crisi delle quattro banche», secondo le decisioni assunte lo scorso 22 novembre. In particolare, sottolinea l’istituto di statistica, le risorse affluite dal sistema bancario italiano al Fondo Nazionale di Risoluzione, pari a circa 2,3 miliardi di euro, sono state registrate nell’ambito delle “imposte indirette” mentre i fondi trasferiti dal Fondo stesso per coprire le perdite delle banche commissariate, pari a circa 1,7 miliardi, sono stati «contabilizzati all’interno delle uscite in conto capitale». In conseguenza però della revisione delle entrate, la pressione fiscale risulta rivista al rialzo di 0,2 punti percentuali.

L’Istat, nel conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche, rileva inoltre che nel 2015 il rapporto tra indebitamento netto e PIL è stato pari al 2,6%, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto a quello del 2014. Nell’ultimo scorcio del 2015, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL (dati grezzi) è stato pari al 2,2%, risultando inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2014.

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