Papa Francesco: inventa nostalgioso una nuova parola italiana. Chissà se l’Accademia della Crusca approverà

ROMA – Papa Francesco come Matteo, un alunno delle elementari della provincia di Ferrara. Ricorderete il gran battage pubblicitario per il nuovo termine petaloso, la parola inventata quasi un anno fa da Matteo, un alunno delle scuole elementari Marchesi di Copparo, in provincia di Ferrara. Il termine era piaciuto alla sua maestra che l’aveva inviato all’Accademia della Crusca per una valutazione. L’Accademia aveva poi approvato il neologismo e aveva risposto che la parola inventata da Matteo era una parola ben formata e avrebbe potuto essere usata in italiano.
Oggi la storia si è ripetuta con un altro palcoscenico e un altro protagonista; non è un bambino e il fatto non è avvenuto in una scuola. Ma addirittura la Basilica di San Pietro e l’inventore della nuova parola è nientemeno che Papa Francesco. Che nel suo italiano approssimativo ha utilizzato un neologismo, nostalgioso, parlando della nostalgia di Dio che devono sentire i credenti. «Il credente nostalgioso, spinto dalla sua fede – ha detto il Pontefice argentino -, va in cerca di Dio, come i magi, nei luoghi più reconditi della storia, perché sa in cuor suo che là lo aspetta il suo Signore.»
Chissà se l’Accademia della Crusca scriverà una bella letterina anche a Papa Francesco approvando la parola da lui inventata per la festività dell’Epifania. Ci crediamo poco ma intanto ringraziamo il Pontefice per aver arricchito la nostra lingua con un nuovo termine fantasioso.
