La Cgia di Mestre conferma quanto risaputo

Banche: le grandi imprese responsabili dell’81% delle sofferenze. La Toscana al 5° e Firenze al 7° posto in Italia

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

MESTRE – Le grandi imprese responsabili della quasi totalità delle sofferenze bancarie, non restituiscono i prestiti ricevuti. Non è certo una novità, visti i nomi che sono circolati dei grandi debitori delle banche in difficoltà, che vedono ai primi posti imprenditori e società di primo piano a livello nazionale. L’indagine più recente della Cgia (confederazione degli artigiani) di Mestre dimostra che, al 30 settembre 2016, ultimo dato disponibile, le sofferenze riferite solo al sistema bancario italiano si sono attestate a 186,7 miliardi di euro lordi. Sebbene il tasso di copertura italiano continui ad essere superiore alla media europea, in nessun altro Paese dell’Ue la dimensione complessiva dei crediti deteriorati ha raggiunto tale importo. Lo indica la Cgia di Mestre che ha calcolato che l’81% delle stesse sofferenze è stato causato dal primo 10% degli affidati lo stesso 10% a cui sono stati erogati finanziamenti per cassa.

Soggetti, questi ultimi, di segmento alto che sicuramente non appartengono alle categorie dei piccoli commercianti, degli artigiani o dei lavoratori autonomi. Questa situazione per la Cgia ha provocato una forte contrazione dei prestiti all”economia reale del nostro Paese. Non essendo in grado di recuperare una buona parte dei prestiti erogati, le banche hanno deciso di non rischiare più e hanno chiuso i rubinetti del credito.

A livello regionale al Sud il primo 10% degli affidati ottiene meno credito delle rispettive fasce presenti nel resto d’Italia, ma genera una quota di sofferenze quasi in linea con il dato medio nazionale.  Al Nord, invece, le grandi imprese ottengono percentuali di credito molto alte, con livelli di affidabilità che, comunque, si allineano attorno al dato medio nazionale. In altre parole possiamo dire che i grandi gruppi del Nord sono più virtuosi di quelli presenti nel Mezzogiorno.

In testa alle regioni il Lazio, con l’85,2%, seguito da Emilia Romagna, Valle d’Aosta e Campania. Immediatamente dopo la Toscana che si colloca al 5° posto, con l’81,6%, di poco superiore alla media nazionale (81,1%). I dati a livello provinciale, infine, ci dicono che il primo 10 per cento degli affidati ha in capo l’86,9% delle sofferenze a La Spezia: record nazionale rispetto a una media Italia pari all’81,1%. Scorrendo la graduatoria troviamo al secondo posto con l’86,6% Roma, al terzo con l’86,5% Verbania, al quarto con l’86,3% Bolzano e al quinto con l’85,7% Bologna, al settimo, con l’83,9% Firenze, tutte al di sopra della media. In coda alla classifica troviamo 3 province lombarde: con il 69,8% Varese, con il 69,7% Sondrio e con il 65,5% Lodi.

Interessante la consultazione dell’intero studio e soprattutto delle tabelle allegate: CGIA

 

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