Viaggio dal 23 al 26 gennaio

Regione Toscana, Treno della memoria 2017 per Auschwitz: sarà dedicato a Primo Levi

di Redazione - - Cronaca, Cultura

Auschwitz, il cancello d’ingresso con la scritta: Il lavoro rende liberi

FIRENZE – Il decimo treno della memoria toscano – la Regione lo ha tenuto a battesimo nel 2002- sarà dedicato quest’anno a Primo Levi. Iniziativa realizzata in collaborazione con il Museo della deportazione di Prato,
sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica. L’edizione 2017 è stata presentata oggi dalla vicepresidente  Monica Barni, l’assessore all’istruzione Cristina Grieco e da Ugo Caffaz, animatore da sempre del treno della memoria.

«E’ sembrato doveroso, nel trentesimo anno della scomparsa, dedicare il treno di quest’anno alla memoria di Primo Levi – ha commentato Monica Barni – Questo viaggio è un percorso di conoscenza e di consapevolezza e un
percorso di riflessione sulla memoria che la Regione Toscana sta portando avanti da vari anni. Un percorso che non è limitato al viaggio verso Auschwitz ma che è completato da un attività di formazione sui docenti e
degli studenti. Tutto questo si inserisce nel tema della memoria e del rispetto della diversità, una politica pubblica che mira alla costruzione dei diritti di cittadinanza».

All’ingresso del campo di Auschwitz-Birkenau

Primo Levi, scomparso nel 1987 (e dunque quest’anno ricorrono trenta anni dalla morte), è lo scrittore reduce da Auschwitz famoso anche all’estero, che con «Se questo è un uomo» ha fatto conoscere al mondo l’incubo dei campi di sterminio. Un libro che è oggi un bestseller ma che allora, nel 1947, con difficoltà riuscì a stampare, i primi cinque capitoli usciti su una rivista e delle 2500 copie tirate della prima edizione, stampata da un piccolo editore, De Silva, vendute solo 1500. Primo Levi, oltre ad essere lo scrittore che tutti conosciamo, testimone lucido e coraggioso dello sterminio nazista, ha partecipato anche ad un viaggio della memoria toscano, organizzato il 7 gennaio 1983 dall’allora Provincia di Firenze: non in treno ma in pullman (guarda il video < https://www.youtube.com/watch?v=gNrRSdJN4J8>). E anche da qui nasce la dedica.

Il treno della memoria ripartirà lunedì 23 gennaio, il decimo appunto da quando nel 2002 la Regione Toscana, allora pioniera < http://www.toscana-notizie.it/-/ugo-caffaz-l-anima-del-treno-toscano> e poi seguita da altri, decise di portare in Polonia gli studenti delle scuole superiori e poi anche dell’Università: per non dimenticare e per
capire, per ascoltare dai sopravvissuti e per vedere di persona gli orrori di quello che è stato lo sterminio nazista. Degli ebrei, ma non solo degli ebrei. Un viaggio mai improvvisato, preceduto da un lavoro nelle scuole e con gli insegnanti che inizia ad agosto, con una summer school. Un viaggio-studio dedicato ai giovani, nel contesto anche dell’ampio e
diversificato ventaglio di politiche regionali raccolte nel progetto Giovanisì.

Dal 2002 fino al 2005 il treno toscano della memoria è partito tutti gli anni, per quattro volte. Un anno, nel 2005, addirittura due sono stati i convogli. Poi, dal 2006, la partenza è stata ad anni alterni: il treno nei dispari, altre iniziative con i ragazzi (diecimila studenti di tutta la Toscana al Mandela Forum di Firenze) nei pari. Il fischio del capotreno sarà a mezzogiorno del 23 gennaio, dalla stazione fiorentina di Santa Maria Novella. Sopra ci saranno 501 studenti (e 60 insegnanti) da 59 diverse scuole superiori di tutte e dieci le province della Toscana. Parteciperanno anche 60 studenti universitari dei tre atenei di Firenze, Pisa e Siena (compresa l’università per stranieri), oltre a
diversi rappresentanti istituzionali e di associazioni. In tutto, compreso il personale di supporto, 750 persone. Il rientro a Firenze è previsto per il 27 gennaio, giorno della memoria e della liberazione del campo di Auschwitz da parte dei russi dell’Armata Rossa.

Auschwitz, studenti al campo dello sterminio

LUNEDI’ 23 GENNAIO 2017 – L’appuntamento è lungo il binario 16, nella zona delle palme, della stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Alle 11.15 è previsto il saluto del presidente della Toscana, Enrico Rossi. Poi, attorno alle 12, il treno partirà alla volta della Polonia. Dalle 14.30, fino a prima di cena, studenti e docenti incontreranno esperti e rappresentanti della Comunità ebraica e di Aned, l’associazione degli ex deportati, di Anei (ex internati), di Anpi (partigiani) e delle associazioni Rom e Sinti e Azione Gay e Lesbica per ripercorrere le tappe della Shoah e conoscere le vicende di persecuzione e deportazione che colpirono oppositori politici, zingari, internati militari italiani e omosessuali. Sarà l’occasione anche per approfondire i fatti legati alla lotta di liberazione nazionale. I laboratori in treno, cinque all’andata e cinque al ritorno, quarantacinque la durata di ciascuno e un’ottantina di studenti prenotati per ogni appuntamento, sono stati tenuti a battesimo nell’ultima edizione del treno, nel 2015, ed anche stavolta riproposti. Sul treno, all’andata ci saranno con i ragazzi, come testimoni dell’Olocausto, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, le gemelline scampate a Birkenau e al dottor Mengel, affezionate al viaggio della memoria toscano, e Gilberto Salomoni, deportato a Buchenwald a sedici anni, nuovo all’iniziativa della Regione.

 

Auschwitz, le valige accatastate dei deportati

MARTEDI’ 24 GENNAIO 2017 – Attorno alle 7.30 il treno arriverà alla stazione di Oświęcim, più nota
come Auschwitz. Il gruppo si trasferirà subito, con più pullman, al campo di concentramento di Birkenau per la visita guidata. A fine mattinata corteo verso il Monumento internazionale alle vittime del nazifascismo dove ogni ragazzo pronuncerà al microfono il nome di giovani deportati ad Auschwitz, deceduti e raramente sopravvissuti, prevalentemente ebrei, ma anche deportati politici e zingari, molti nati o arrestati nelle province delle diverse scuola partecipanti. Ciascun studente e membro della delegazione ha custodito quel nome per tutto il viaggio. Segue la
cerimonia ufficiale con l’intervento del presidente della Toscana Enrico Rossi e poi le preghiere. Nel pomeriggio al cinema Kijow a Cracovia protagoniste saranno le voci dei testimoni. I ragazzi incontreranno infatti Andra e Tatiana Bucci, bambine sopravvissute al lager, la giovane staffetta partigiana Marcello Martini, il reduce da Buchenwald Gilberto Salmoni e Vera Michelin Salomon, antifascista arrestata a Roma e poi incarcerata in una prigione nazista in
Germania. In video saranno proposte la testimonianza di Antonio Ceseri, fiorentino internato militare nel campo di Treuenbrietzen e sopravvissuto alla strage che si consumò, la storia del sinto tedesco deportato ad Auschwitz Hugo Hollenreiner e di Heinz F., internato a Dachau e Buchenwald con l’accusa di omosessualità. Coordinano l’incontro Luca bravi e Giovanni Gozzini.

 

Il campo di concentramento di Auschwitz I

MERCOLEDI’ 25 GENNAIO 2017 – La mattina è prevista la visita del campo di Auschwitz I, che inizierà
con un corteo dall’ingresso fino al Muro della morte, dove si svolgerà una cerimonia a cui interverranno la vice presidente della Toscana Monica Barni, l’assessore all’istruzione Cristina Grieco, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e Bernard Dika, presidente del Parlamento degli studenti della Toscana. Al pomeriggio al Cinema Kijow di Cracovia i ragazzi torneranno a confrontarsi con i testimoni e porranno loro domande. Prima sarà
proiettata la testimonianza video di Shlomo Venezia, sopravvissuto dopo esser stato parte del Sonderdkommando, ovvero i prigionieri impiegati nella gestione delle camere a gas e dei forni crematori di Auschwitz e Birkenau.
Venezia, ebreo, scomparso nel 2012, è l’unico italiano sopravvissuto al Sonderkommando. I membri di queste squadre venivano infatti regolarmente eliminati. Ma nel suo caso arrivò prima la liberazione del campo. A seguire lo spazio del cinema sarà riempito di parole e musica, con un’introduzione di Ugo Caffaz, anima e cuore del treno della memoria
toscana: a partire dal menu di una cena pasquale il fiorentino Enrico Fink, considerato tra i principali interpreti della tradizione ebraica italiana, proporrà assieme ad un ensemble di musicisti di assoluta eccezione un
percorso attraverso le musiche, le immagini e i sapori della Ferrara ebraica di prima della guerra, quel mondo reso noto attraverso gli scritti di Giorgio Bassani. Il bisnonno di Enrico Fink arrivò nei primi anni del ‘900 in Italia dalla Russia, in fuga dai pogrom zaristi: un uomo che ha percorso la distanza fra due mondi ebraici diversissimi fra loro, quello
dell’ebraismo hassidico della sua shtetl di origine, e quello della assimilata comunità ferrarese, dove diventa cantore durante i riti, prima di finire cancellato dalla furia nazifascista con gran parte della sua famiglia. Con “Gli scacchi di Pesach” Enrico Fink ritorna indietro nel tempo.

GIOVEDì 26 GENNAIO 2017 – La mattina è prevista la visita alla città e al ghetto di Cracovia. Prima
della partenza l’ultima cerimonia alla stazione, con riflessioni di studenti e insegnanti dopo tre giorni. Il treno riparte e a bordo, dalle 18 e anche la mattina seguente, proseguiranno gli incontri dedicati alla storia e ai racconti, come all’andata.

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