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Province: chiedono ulteriori fondi per mantenere i Centri per l’impiego

ROMA – Continua l’offensiva delle redivive province, sempre a caccia di fondi per sostenere i servizi. Stabilizzazione dei precari, valorizzazione e qualificazione del personale, risorse per coprire le spese sostenute dalle Province e dalle Città metropolitane dal 2015 ad oggi nonostante questi uffici non siano più tra le funzioni loro attribuite e per rilanciare e valorizzare questo servizio essenziale. Questi i nodi sollevati dai rappresentanti dell’Upi, Nicola Valluzzi Presidente della Provincia di Potenza e Carlo Riva Vercellotti, Presidente della Provincia di Vercelli, alla riunione sui Centri per l’impiego che si è tenuta stamattina al Ministero del Lavoro.

«In questi tre anni – ha detto al Ministro Giuliano Poletti il Presidente Valluzzi – le Province e le Città metropolitane hanno anticipato gli stipendi dei 5000 dipendenti dei 550 Centri per l’impiego e hanno garantito gli stipendi ai circa 1000 precari che vi lavorano, oltre ad avere pagato tutte le spese per il funzionamento degli uffici. Un accordo con il Governo e le Regioni assicurava che almeno il pagamento del personale assunto ci sarebbe stato restituito, ma ad oggi molte Province e Città metropolitane non hanno ancora ricevuto nulla. Ciononostante, per senso di responsabilità, abbiamo mantenuto aperti questi servizi, che consideriamo veri e propri presidi sociali sul territorio, anche grazie al lavoro del personale che ha mostrato grande senso di professionalità, nonostante lo stato di precarietà in cui si trova. Apprezziamo – ha aggiunto Valluzzi – la volontà espressa dal Ministro Poletti di aprire tavoli di lavoro su questo temi, perché siamo convinti che, nel pieno della crisi occupazionale che stiamo attraversando, i Centri per l’Impiego possano diventare un punto di riferimento per i cittadini e un servizio essenziale da rilanciare e valorizzare. Crediamo però che tra le prime cose da decidere – ha concluso Valluzzi– ci sia la scelta del modello da adottare: un modello che deve essere certo ed omogeneo, così da offrire gli stessi servizi in tutto il Paese».


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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