La storia di un capolavoro che era stato in riva all'Arno fino all'Ottocento

Firenze: L’Opificio delle Pietre Dure restaura il Trittico dello Starnina (dopo l’Adorazione di Leonardo)

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca, Cultura

L’opera di Gherardo Starnina

FIRENZE – Dopo i clamori dovuti al completamento de restauro dell’Adorazione dei Magi di Leonardo, l’Opificio delle Pietre Dure si accinge a restaurare una tra le opere più importanti dell’artista fiorentino Gherado Starnina (Firenze 1354 – 1413 circa). La tavola si trova a Firenze in occasione di un prestito fatto dal Museo Martin von Wagner dell’Università di Würzburg, in Germania, alla Galleria dell’Accademia di Firenze per la mostra «Giovanni dal Ponte(1385-1437/38. Protagonista dell’Umanesimo tardogotico», prorogata fino al 17 aprile. L’opera è stata sottoposta ad indagini, svolte dall’Opificio, sullo stato di conservazione. Nei mesi della sua permanenza alla Galleria fiorentina, è stata individuata la possibilità di un finanziamento da parte della fondazione tedesca Ernst von Siemens Kunststiftung per un intervento di recupero.

Un particolare del Trittico dello Starnina

L’opera dello Starnina torna a Firenze per la prima volta dopo la sua dispersione nell’Ottocento. Si tratterà di un breve periodo, una sorta di viaggio in terra natale e poi l’opera dello Starnina farà il suo ritorno in terra tedesca. Magra consolazione poterla ammirare e restaurare per così breve tempo. Questo del resto è stato il destino di molte tra le più straordinarie opere realizzate in Italia, da artisti italiani. Parte consistente del nostro Patrimonio culturale, opere dell’ingegno italiano, testimonianza di un passato di cui possiamo ancora con orgoglio sentirci padri, ma non più padroni.

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