Nuove disposizioni del governo

Pensioni, Ape social: primi assegni solo a novembre, ma con gli arretrati

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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ROMA – Abbiamo già informato i nostri lettori sulle principali novità dei decreti su APe Social e quota 41 per Precoci. Riguardo alla tempistica le indicazioni sono le seguenti: domande entro il 15 luglio e iter non propriamente brevissimo, con l’INPS che risponde entro il 15 ottobre e solo successivamente eroga il trattamento. In pratica, i primi assegni saranno incassati non prima di novembre. E’ però prevista la retroattività per chi matura i requisiti dal primo maggio, per garantire il rispetto del dettato della Riforma (Stabilità 2017).

Il giornale online PMI.it ci offre anche informazioni e esempi illuminanti su queste nuove procedure, eccoli:

Chi matura il diritto all’APe Social (commi 179 e seguenti legge 232/2016) nel 2017, presenta domanda preliminare entro il 15 luglio. Questa scadenza rappresenta una mediazione fra la prima versione del decreto (fine giugno) e il suggerimento del Consiglio di Stato (fine luglio).  Risultato: ipotizzando che tutto sia pronto entro inizio giugno, ci sarà una finestra di un mese e mezzo per coloro che vogliono accedere all’APe Social nel 2017. Nel 2018, invece, le domande potranno essere presentate nei primi tre mesi dell’anno, dal primo gennaio al 31 marzo. E’ importante sottolineare che la domanda va presentata entro il 15 luglio anche se il requisito per accedere all’APe si perfeziona in data successiva, ma comunque entro il 2017.

Esempio: un lavoratore compie i 63 anni in ottobre, ma ha già in maggio tutti gli altri requisiti per accedere all’APe social. Presenterà domanda entro la scadenza prevista del 15 luglio, chiedendo di percepire l’APe a partire dal mese di novembre. In realtà, ci sono alcuni requisiti che bisogna già aver maturato al momento di presentazione della domanda, e altri che invece possono essere perfezionati successivamente. In linea generale, i requisiti che si possono maturare successivamente alla domanda sono quello anagrafico e quello contributivo, mentre devono già sussistere le condizioni relative alle diverse tipologie di lavoratori ammessi al beneficio.

Procedura per la domanda
Il meccanismo: si presenta prima istanza all’INPS, che effettua le verifiche sul possesso dei requisiti, in base al nuovo decreto del Governo non più tardi del 15 ottobre. Solo a quel punto, ottenuta la certificazione INPS del diritto all’APe Social, si presenta una seconda domanda, che è la richiesta di trattamento vero e proprio. Questo secondo passaggio è più veloce, perché l’istituto previdenziale non deve più effettuare verifiche, di conseguenza l’erogazione del sussidio avverrà in tempi relativamente brevi. In base alla legge, il primo pagamento avviene nel mese successivo a quello di presentazione della domanda. A questo punto è presumibile che il mese scatti dall’inoltro della domanda finale (e non di quella per la certificazione).

Assegno
La Riforma come è noto, prevede che l’APe Social sia operativo, in via sperimentale, dal primo maggio 2017 al 31 dicembre 2018. Per garantire il trattamento pieno a coloro che hanno maturato i requisiti già dal primo maggio, insieme al primo assegno mensile arriveranno anche gli arretrati.

Retroattività
Esempio: un lavoratore ha il requisito per accedere all’APe Social dal primo maggio 2017. Ipotizziamo che riesca a ottenere la certificazione e a presentare successiva domanda in ottobre 2017. Riceverà il primo assegno APe in novembre, e contestualmente anche tutte le somme arretrate maturate a partire da maggio. Dal successivo mese di dicembre, prenderà l’assegno di Ape mensilmente.

Criteri di selezione
Esiste naturalmente la possibilità che tutto proceda più velocemente. Il termine del 15 ottobre è quello entro il quale l’INPS deve accettare o respingere la domanda, cosa che però può avvenire prima. In questo caso, il trattamento parte più velocemente. la lavorazione delle domande avviene in base a criteri di priorità fissati dal decreto:

in primis, la maturazione del requisito per la pensione di vecchiaia;
a parità di condizioni, la data di presentazione della domanda.
Attenzione: è possibile che vengano accolte anche le domande presentate in ritardo rispetto alla scadenza del 15 giugno, ma comunque entro il 30 novembre 2017. In questo caso, l’istanza verrà accolta solo se ci sono ancora risorse disponibili.

Requisiti
Ricordiamo brevemente che l’APe Social è prevista per coloro che hanno almeno 63 anni di età e rientrano in una di queste quattro tipologie di soggetti: lavoratori disoccupati senza sussidio da almeno tre mesi, caregiver che assistono da almeno sei mesi il coniuge (anche in unione civile) o un parente di primo grado con handicap grave, persone con disabilità pari almeno al 74%, addetti a lavori usuranti o mansioni gravose. Nei primi tre casi, ci vogliono 30 anni di contributi, che salgono a 36 per i lavori usuranti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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Commenti (1)

  • Gianni

    |

    Buonasera, vorrei farle una domanda: non crede che per chi ha più di 63 anni sia discriminante la proposta di far partire l’ape da questo limite di età se non supportata da una qualsiasi forma di rimborso per la differenza di anni? Grazie dell’attenzione.

    Rispondi

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