Giustizia e comunicazione: passi avanti

Corte d’Appello di Firenze: sì a riprese tv a processi. Accordo con Ast. Web tv in Tribunale

di Redazione - - Cronaca

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FIRENZE – Ferma restando di volta in volta l’autonomia del Collegio giudicante, al tribunale di Firenze da oggi, 25 maggio, sarà «assicurata la possibilità di effettuazione di riprese anche televisive al momento della lettura del dispositivo» dei processi. E’ quanto stabilito al termine di un incontro fra la presidente della Corte d’Appello di Firenze, Margherita Cassano, il procuratore generale, Marcello Viola, il presidente dell’Associazione stampa toscana, Sandro Bennucci (che è anche direttore di Firenze Post), il responsabile della Rai toscana, Guido Torlai.

Proprio il problema delle riprese televisive ai processi è stato uno dei temi affrontati durante l’incontro, svolto su
richiesta del sindacato dei giornalisti, insieme alle altre problematiche poste dal rapporto giurisdizione-mass media. Nella riunione è stato inoltre deciso di dare attuazione alle disposizioni di legge e alle delibere del Consiglio superiore
della magistratura che riservano al Capo dell’Ufficio, o a un suo delegato, la tenuta dei rapporti con gli organi di
informazione.

WEB TV – Non basta. Il Tribunale di Firenze, primo in Italia a farlo, attiva sempre da oggi, 25 maggio, una web tv per comunicare con i cittadini. L’iniziativa è stata presentata dalla presidente del Tribunale, Marilena Rizzo, dal presidente della Camera di Commercio Leonardo Bassilichi, e dal presidente degli avvocati di Firenze, Sergio Paparo. La webtv, realizzata da Pmg Italia, è accessibile dal sito istituzionale www.tribunale.firenze.giustizia.it ed è divisa in sette macroaree: «Dentro il tribunale», che farà conoscere ai cittadini i servizi e gli aspetti organizzativi; In primo piano, su innovazioni e nuovi progetti; Il Tribunale e la città; Formazione ed educazione alla legalità; Processo civile telematico; Processo penale telematico; La mediazione, realizzata insieme alla Cciaa di Firenze.

«Anche se una buona comunicazione non può risolvere gli annosi problemi che affliggono il sistema giustizia – sostiene
Rizzo – certamente può far conoscere meglio i meccanismi di funzionamento degli uffici giudiziari e creare le condizioni per un avvicinamento dei cittadini agli stessi, quali luoghi di tutela e garanzia dei diritti».

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