Ma non c'è ancora l'intenzione di cedere la società

Fiorentina nel caos: Andrea Della Valle si fa da parte. Restano Cognigni e Antognoni. Rodriguez, in lacrime, attacca il club

di Sandro Bennucci - - il Blog di Sandro Bennucci, Sport, Top News

Andrea Della Valle

FIRENZE – Ora è caos completo. Tutti contro tutti nella Fiorentina. A poche ore dall’ultima di campionato, domenica al Franchi, contro il Pescara, Andrea Della Valle, da Benevento (dove ha partecipato alla cerimonia della laurea honoris causa insignita al fratello Diego) ha dichiarato di voler mettersi da parte, stanco della contestazione di una parte dei tifo, pur ribadendo di non aver intenzione, ad ora, di cedere il club. Tutto questo mentre in un lungo comunicato diffuso in giornata i gruppi organizzati della curva Fiesole chiedono a Diego e Andrea Della Valle di intervenire pubblicamente: «Solo voi due, senza intermediari di turno, per raccontarci in maniera chiara e trasparente quello
che volete fare e soprattutto trattando i tifosi e la Fiorentina con amore e non come prodotto, in questo caso siamo pronti ad ascoltarvi e ad accogliervi di nuovo, altrimenti potete andarvene anche subito».

Gonzalo Rodriguez

GONZALO – E sempre oggi, 26 maggio, l’ormai ex capitano viola Gonzalo Rodr¡guez, in una conferenza stampa fatta tra le lacrime e davanti a Sousa e ad alcuni compagni di squadra, si è sfogato contro la società: «Io avrei voluto rimanere e rinnovare ma quando la trattativa sollecitata dal mio agente è durata pochissimo e poi c’è stato solo silenzio ho capito che dovevo andar via. Lo faccio a testa alta, dopo aver dato tutto in questi 5 anni a questa città dove mi sono sentito come a casa. Però la società mi ha deluso e non mi riferisco alla proposta di abbassarmi del 25% l’ingaggio, ma al modo con cui sono stato trattato, prima che calciatori noi siamo uomini». Borja Valero, microfono in mano, si è alzato per dire: «Sei un grande uomo e ti vogliamo bene», poi gli abbracci con il tecnico portoghese, Paulo Sousa, pure lui prossimo all’addio (parlerà domani).  Qualche ora dopo, il responsabile dell’area tecnica, Pantaleo Corvino, ha contrattaccato: «Sono rimasto allibito dalla ricostruzione dei fatti di Gonzalo, non corrisponde a verità, ma ne riparleremo. Lo scoramento di Della Valle? Condivisibile, quando al suo passo indietro c’è una struttura societaria e verrà rispettata».

Antognoni in tribuna al Franchi

ANTOGNONI – In effetti Andrea Della Valle, intercettato da Radio Bruno, ha ribadito: «Mi faccio un po” da parte per il bene della Fiorentina che comunque è ben gestita da tutti in tutti i ruoli, da Antognoni, Cognigni, Salica. Io personalmente non riesco più a starci. Se non siamo arrivati in Europa mi prendo le mie responsabilità, ma tante squadre del nostro livello sono sotto di noi. E quindi non capisco le contestazioni». E domenica, per l’ultima col Pescara, non sarà al Franchi.  Quanto al fratello Diego, come già fatto in una recente intervista, ha insistito sul divertimento: «A mio fratello chiedo dove sta questo nel senso che mi sembra che ci si diverta poco ultimamente. Per noi Firenze è come famiglia. Ci sentiamo un po’ in paradiso, però non è che si può stare in paradiso a dispetto dei santi».

Pantaleo Corvino

CORVINO – Un’impressione a caldo? Nessuno vuole la responsabilità i una stagione fallimentare. Tutti fanno gli indispettiti e gli offesi, ma se la squadra è reduce da una stagione a dir poco sconcertante di chi è la colpa? Perché nessuno, a cominciare dai proprietari, vuol fare autocritica? Andrea Della Valle lascia intendere che società e squadra restano in mano a dei delegati, ossia persone stipendiate che la dovranno gestire. In primis il buon Corvino, che avrà ancora l’ingrato compito di gestire il mercato, dovendo chiedere il permesso ogni volta che si tratterà di spendere più di 500 mila euro. Chi prendi con 500 mila euro? Forse nemmeno un raccattapalle. Ma signori miei, la Fiorentina non può essere trattata come la succursale di una fabbrica di scarpe. Nel loro comunicato, i tifosi hanno usato la parola giusta: amore. Che condensa la passione e il cuore con il quale Firenze segue la Fiorentina. No, la prospettiva di star qui a guardare e a vivacchiare, con una governance che non può spendere, né decidere, non è da colori viola. Firenze, lo sappiano i Della Valle, merita ben altro.

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Sandro Bennucci

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