Taormina: appena aperto il G7 già zoppica. Piena intesa per la lotta al terrorismo, ma intesa a metà sui migranti, nessun accordo sul clima

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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In attesa che, auspicabilmente, il G7 torni ad essere G8 col reingresso della Russia di Putin , i 7 grandi si sono ritrovati a Taormina e, nella colazione di lavoro che ha aperto l’ennesimo vertice, hanno discusso soprattutto di politica estera e sicurezza. Tra i temi principali, ripresi poi nel pomeriggio: la situazione in Ucraina, con la volontà europea di mantenere le sanzioni con la Russia, l’allarme terrorismo dopo il recente attentato di Manchester, la minaccia nucleare nord coreana. I lavori, che proseguiranno fino a domani, sono iniziati con un leggero ritardo perché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è giunto per ultimo e in ritardo: ha fatto aspettare gli altri leader per oltre una decina di minuti.

TERRORISMO – I sette leader del G7 hanno poi firmato la dichiarazione contro il terrorismo. È stata poi il primo ministro britannico Theresa May a tenere in mano il testo della dichiarazione al momento della foto dei leader dopo la firma congiunta del documento. I Sette Grandi hanno poi salutato con baci e abbracci May che subito dopo ha lasciato il vertice per tornare a Londra. «Grazie, grazie», ha detto May dopo la firma. «Grazie per il sostegno dimostrato al Regno Unito di fronte al terribile attacco di Manchester», ha detto May. «Credo sia importante dimostrare questa determinazione di tutti i paesi per combattere il terrore e tutelare i nostri cittadini». «È un forte messaggio di amicizia, vicinanza e solidarietà alla Gran Bretagna» dopo quello che è accaduto nei giorni scorsi a Manchester, ha detto Gentiloni.

MIGRANTI – Legato al tema del terrorismo è anche quello dei migranti, discusso ampiamente nel corso del vertice. In proposito  «è stato raggiunto un buon compromesso: si riconosce l’approccio globale al problema, anche a lungo periodo con il coinvolgimento dei paesi di origine e la responsabilità condivisa». È quanto spiegano fonti diplomatiche italiane che seguono il dossier. La discussione vera e propria al tavolo del G7 «ci sarà domani» ed è «ovvio si continui a lavorare sui due paragrafi» ad hoc del testo finale, ma «non ci sono problemi» con gli americani, che hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza. «La gestione e il controllo dei flussi di migranti richiede – pur tenendo conto della distinzione fra rifugiati ed emigrati economici – sia un approccio d’emergenza che uno di lungo termine». E per quest’ultimo i leader del G7 «sono d’accordo nello stabilire partnership per aiutare i Paesi a creare nei loro confini le condizioni che risolvano le cause della migrazione».«Pur sostenendo i diritti umani dei migranti e rifugiati, riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati di controllare i loro confini e fissare chiari limiti ai livelli netti di immigrazione, come elementi chiave della loro sicurezza nazionale e del loro benessere economico», si legge in una bozza del documento finale del G7.

CLIMA – Sul clima e sul destino dell’accordo di Parigi tra i leader del G7 non c’è invece ancora una posizione comune per il comunicato finale. «Resta sospesa la questione sull’accordo di Parigi sul clima rispetto al quale il presidente Trump ha in corso una riflessione interna di cui gli altri paesi hanno preso atto», ha detto Gentiloni.

L’inconcludenza di questi vertici è proverbiale, non si riesce mai a trovare un accordo definitivo perché occorre salvaguardare sempre questo o quell’interesse di una potenza mondiale o di qualche potere forte. E purtroppo non esiste nessun leader che abbia caratura e carisma tali da poter prendere in mano e guidare una situazione delicata verso una soluzione dei gravi problemi che abbiamo sottolineato. Per i quali si è deciso solo, sostanzialmente, di registrare e prolungare lo statu quo. Ma certi fenomeni vanno affrontati di petto, se no rischiamo di essere travolti dalle masse di persone che premono per entrare nei nostri confini e alle quali è già garantita da alcuni paesi, in particolare dall’Italia, la massima accoglienza e ospitalità. Purtroppo a spese nostre.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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