Governo di minoranza o fragili coalizioni

Londra, elezioni: il partito di Theresa May in testa (318 seggi), ma senza maggioranza assoluta

di Paolo Padoin - - Primo piano

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LONDRA – Su 638 seggi su 650 assegnati finora, 312 vanno ai Tory, 258 al Labour, 34 allo Scottish National Party, 12 ai Liberaldemocratici, 10 al Democratic Unionist party, 7 al Sinn Fein, Plaid Cymru se ne aggiudica 3 e il Green Party 1. In questo modo le elezioni anticipate volute dalla premier Theresa May si concludono con un parlamento sospeso, in quanto nessuna parte è in grado di ottenere i 326 posti necessari per la maggioranza assoluta in Parlamento.

L’affluenza al voto in Gran Bretagna si è attestata oltre il 68% secondo dati indicativi, due punti in più del 2015. E i due maggiori partiti, quello Conservatore di Theresa May e quello Laburista di Jeremy Corbyn, sono entrambi dati al di là di quota 40% di consensi nazionali (circa 6 punti in più per i Tory, circa 10 per il Labour), con un rilancio del dominio bipartitico. Per Corbyn si tratta di un ritorno alle percentuali ottenute da Tony Blair nella sua seconda vittoria elettorale, nel 2001 (e nettamente meglio dello score riportato dallo stesso Blair nel 2005), mentre per Tory per trovare un risultato oltre il 40% bisogna risalire alla vittoria di John Major nel 1992 o, ancor prima, a Margaret Thatcher.

La previsione finale si attesta dunque per Conservatori a 318, quindi sotto la soglia magica di 326. Significa che si va verso un hung Parliament, un Parlamento impiccato alla necessità di dar vita a fragili coalizioni o a governi di minoranza.

 

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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