In mostra 200 abiti e accessori

Firenze: Il Museo dell’effimero aperto in Palazzo Pitti. Fino al 22 ottobre (Foto) huj

di Donatella Righini - - Cronaca, Cultura, Economia

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Il Museo dell’effimero a Pitti (Foto di Isabella Faralli)

FIRENZE .  In occasione dell’apertura della 92esima edizione di Pitti Immagine Uomo, oggi, si è inaugurata, nelle sale della Galleria del Costume di Palazzo Pitti, la mostra Il Museo Effimero della Moda, prodotta da Fondazione Pitti Immagine Discovery in collaborazione con Gallerie degli Uffizi e Palais Galliera, secondo episodio del programma triennale promosso da Centro di Firenze per la Moda Italiana e dalle stesse Gallerie degli Uffizi. La mostra è curata da Olivier Saillard e sarà visitabile fino al 22 ottobre.

 «Siamo felici di annunciare questo nuovo progetto di cultura della moda» dice Andrea Cavicchi, presidente di Fondazione Pitti Immagine Discovery e del Centro di Firenze per la Moda Italiana (CFMI). «Un evento importante non solo per Firenze, che rafforza così la sua posizione di crocevia della moda internazionale, ma per tutto il sistema moda del nostro Paese, tanto che esso è stato reso possibile grazie all’impegno straordinario del Ministero dello Sviluppo Economico e di Agenzia Ice, oltre ovviamente alla disponibilità del Ministero della Cultura, che ha condiviso il progetto sin dal principio».

Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi sottolinea come il Museo Effimero costituisca l’occasione di aprire gli archivi e offrire ai visitatori un nuovo punto di vista sulle collezioni e sugli spazi della Galleria del Costume e della Moda, «che in questo modo porta a compimento il processo di evoluzione verso lo status di Museo della Moda di Palazzo Pitti». 

Saranno in mostra quasi 200 tra abiti e accessori, distribuiti in 18 sale: i pezzi selezionati vanno da metà Ottocento fino ai giorni nostri, abiti che vengono mostrati per la prima volta – mai usciti dalle scatole per la conservazione – e altri esposti per l’ultima volta, prima di tornare negli archivi perché troppo fragili e delicati. Gli abiti che punteggiano il tema di ogni sala – tornati alla luce grazie allo straordinario lavoro di recupero delle restauratrici della Galleria del Costume e del Palais Galliera – sono stati creati da tutte le sartorie più importanti e dagli atelier di moda più prestigiosi, tra Firenze, Roma, Milano, Parigi, New York come: Sartoria Worth, Mariano Fortuny Venezia, Sartoria Rosa Genoni, Sartoria Emilio Federico Schubert, Roberto Capucci, Sartoria Madeleine Vionnet, Irene Galitzine Roma, Elsa Schiaparelli, Jole Veneziani, Biki, Maison romana d’alta moda Carosa, Nina Ricci, Gianfranco Ferré, Christian Lacroix. 

 “Il Museo Effimero della Moda – dice l’ideatore e chief curator della mostra Olivier Saillard – è una possibilità, un’opportunità di reinventare la Galleria del Costume e della Moda di Palazzo Pitti”.

 

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Donatella Righini

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