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Esselunga: gli eredi Caprotti rifiutano l’offerta cinese (7,3 miliardi)

MILANO – «Esselunga non è in vendita». Ieri, con una stringatissima lettera a quadri e dirigenti,  Giuliana Albera e Marina Caprotti hanno chiuso le porte a possibili acquirenti interessati al gruppo. La vedova e la figlia del fondatore di Esselunga, Bernardo Caprotti, nonché socie di maggioranza (con il 70% di quote nella catena di supermercati e il 55% della società degli immobili La Villata) non si sono lasciate convincere dalla maxi offerta cinese a nove zeri (7,3 miliardi di euro).

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