Unico fattore positivo, l'aumento di fondi

Migranti: decisione ridicola della Commissione Ue. Aiuta l’Italia dando fondi, ma anche prescrizioni al nostro governo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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BRUXELLES – Juncker, nel corso del suo intervento al parlamento europeo, aveva elogiato l’Italia, promettendo il sostegno e l’aiuto dell’esecutivo comunitario. Ma in serata si assiste a tutt’altro scenario. Le decisioni della Commissione fissano soprattutto nuovi principi astratti, ma indicano alcune prescrizioni pratiche da attuarsi alla svelta da parte del Governo Gentiloni. Con un blando accenno (senza prevedere sanzioni) alla necessità di accelerare i ricollocamenti dall’Italia.

JUNCKER – La Commissione intende finanziare la creazione in Libia di un centro di coordinamento e soccorso marittimo pienamente operativo; mobilitare le agenzie dell’Ue, inclusa l’Easo e la Guardia Costiera e di Frontiera Europea, che dovrebbe esaminare urgentemente le proposte dell’Italia in relazione all’operazione congiunta Triton; collaborare con la Libia per rafforzare i controlli sulla frontiera meridionale, in cooperazione con i paesi del G5 Sahel e gli Stati membri e con il sostegno finanziario dell’Ue; intensificare gli interventi per stipulare accordi di riammissione (o accordi informali equivalenti) con i Paesi di origine e di transito, con il sostegno degli Stati membri.  Fin qui molte belle parole, ma fatti zero.

COOPERAZIONE – L’esecutivo comunitario mira inoltre a intensificare la cooperazione con Niger e Mali nell’ambito del quadro di partenariato per prevenire gli spostamenti verso la Libia; continuare a lavorare con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Iom) per accelerare i rimpatri volontari assistiti dalla Libia e dal Niger verso i paesi di origine, anche mediante un aumento dei finanziamenti; garantire di concerto con gli Stati membri la piena attuazione del quadro di partenariato, anche estendendolo ad altri paesi rispetto ai 5 prioritari, esercitando pressioni di tipo sia positivo che negativo. Anche in questo caso si tratta di propositi avanzati da tempo, che per essere realizzati necessitano dell’intervento delle inefficienti organizzazioni internazionali.

FONDI – La Commissione mobilita immediatamente 35 milioni di euro per la gestione della migrazione in Italia. In aggiunta ai 200 milioni di euro già stanziati nel 2017 per la finestra per l’Africa settentrionale del Fondo fiduciario Ue-Africa, intende garantire finanziamenti equivalenti per il 2018 e gli anni successivi con contributi del bilancio Ue e degli Stati, che ancora però non sono sul tavolo. Si apprezza l’intenzione.

STATI – Gli Stati membri dovrebbero accelerare il ricollocamento dall’Italia, reagendo in modo più rapido alle richieste italiane, aumentando la consistenza e la regolarità degli impegni; accelerare, di concerto con il Parlamento, le discussioni sulla riforma del sistema di Dublino per la distribuzione delle domande di asilo all’interno dell’Ue, al fine di disporre di un quadro più stabile per affrontare tali problemi in futuro; mobilitare le loro capacità, in sinergia con quelle della guardia costiera e di frontiera europea, per contribuire al rimpatrio dei migranti irregolari dall’Italia. Parole esemplari, ma senza sanzioni sono destinate a non avere alcun seguito.

ITALIA – L’Italia dal canto suo dovrebbe, oltre a redigere un codice di condotta per le Ong, rispettare gli impegni assunti in materia di ricollocamento, registrando urgentemente tutti gli eritrei presenti in Italia, centralizzando e standardizzando la procedura di ricollocamento; consentendo il ricollocamento dei minori non accompagnati e dare prova di una maggiore flessibilità nei controlli di sicurezza organizzati a livello bilaterale con altri Stati membri. Con la conseguenza che, in virtù degli accordi di Dublino, mai modificati, i migranti registrati resterebbero a vita sul gobbo dell’Italia, come del resto già avviene. Come dire avere il male, il malanno e l’uscio addosso.

LEGGE MINNITI – Il Paese dovrebbe inoltre attuare rapidamente la legge Minniti, anche creando capacità supplementari nei centri di crisi; aumentando la capacità di accoglienza e aumentando in modo sostanziale e in tutta urgenza la capacità di trattenimento, portandola ad almeno tremila posti; aumentando il periodo massimo di trattenimento in linea con il diritto dell’Ue; e accelerando in modo marcato l’esame delle domande di asilo in fase di ricorso.

RIMPATRI – La Commissione invita inoltre ad accelerare i rimpatri, applicando procedure di rimpatrio rapide; avvalendosi maggiormente delle procedure rapide e dei motivi di inammissibilità; elaborando un elenco nazionale di paesi di origine sicuri; emettendo decisioni di rimpatrio di pari passo e contemporaneamente con quelle sull’asilo; valutando la possibilità di utilizzare restrizioni in materia di residenza ed evitando di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo.

Nessun aiuto concreto immediato, l’Europa ci dice «ci proponiamo di aiutarvi, per ora non possiamo e comunque arrangiatevi». Tanto siamo considerati i campioni dell’accoglienza a tutti i costi, grazie alla politica della sinistra, alle prediche della Chiesa, all’azione interessata di tante associazioni che assistono i migranti soprattutto a pro loro.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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