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Migranti Roma: Conferenza dei ministri europei e dei paesi confinanti con la Libia. Da questi un qualche aiuto (a pagamento) all’Italia

ROMA – Mentre l’Europa ci prendeva per il bavero in Estonia, nonostante gli sforzi del ministro Minniti per far comprendere che qualche risultato positivo per la questione dei migranti lo avevamo pur conseguito, il suo collega Alfano giocava in casa, a Roma, dove si è riunito con i ministri degli Esteri dei paesi che confinano con la Libia, con i rappresentanti di Germania, Austria, Spagna, Francia, Olanda, Malta e Estonia, nonché di Oim e Unhcr. Assise sterminata, con un risultato pratico leggermente positivo, tanto più che Alfano, per conseguirlo, non ha dovuto spostarsi troppo. I partecipanti all’assise hanno, innanzitutto, condiviso la considerazione che la crisi dei migranti non può essere arginata solo con l’impegno nelle acque del Mediterraneo.

Occorre agire in Libia e nei paesi d’origine con misure che puntino a rafforzare i controlli alle frontiere, smantellare la rete dei trafficanti di esseri umani e prevenire un afflusso di migranti caotico ed irregolare. Si è riconosciuta l’urgenza di un lavoro comune a sud del paese nordafricano che garantisca insieme sicurezza e solidarietà. Un approccio concreto e un formato inedito quello della Conferenza dei paesi di transito che si è svolta alla Farnesina mentre a Tallinn si incontravano i ministri degli Interni europei.

«Affinché l’afflusso dei migranti diminuisca occorre non arrivino in Libia», ha sottolineato il padrone di casa Angelino Alfano, che prima della conferenza ha avuto un colloquio bilaterale con il collega francese Jean-Yves Le Drian. Nella dichiarazione congiunta al termine della riunione i ministri si sono impegnati a dare il sostegno alle comunità locali e ai paesi di transito; incrementare la mobilitazione internazionale nel contrasto al traffico di esseri umani; promuovere una campagna di sensibilizzazione sui rischi delle migrazioni illegali per favorire i rimpatri volontari.

Quanto all’allarme lanciato da Amnesty International sul rischio di delegare la gestione dei migranti ad un paese nel caos come la Libia, i ministri hanno risposto con la proposta di aumentare la presenza in loco di rappresentanti dell’Oim e dell’Unchr. L”Italia intanto si è impegnata a stanziare 10 milioni di euro per il trust fund dell’Ue per l’Africa al fine di rafforzare le frontiere meridionali della Libia, 18 milioni all’Oim per i rimpatri volontari assistiti dalla Libia ai paesi di origine e 3 milioni all’Undoc per la lotta ai trafficanti di esseri umani. Gli stanziamenti, ha spiegato Alfano, saranno finanziati con il fondo per l’Africa lanciato quest’anno. Come al solito cominciamo a pagare solo noi, in attesa che gli altri ci seguano, ma questa può essere un’azione utile a frenare gli arrivi dalla Libia, unica soluzione possibile al problema dell’invasione delle nostre coste, visto il deludente risultato dell’assise di Tallinn.

 


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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