Polemiche immediate sui social e in politica

Renzi sui migranti fa retromarcia: «Occorre il numero chiuso, aiutiamoli a casa loro»

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

ROMA – Nel suo nuovo libro, in uscita fra poco, l’ex premier Matteo Renzi sembra avanzare tesi da tempo propugnate dal leader della Lega, Matteo Salvini, in tema d’immigrazione. Dopo aver detto all’Europa che ai migranti poteva pensarci l’Italia (anche su sollecitazione di chi si occupa di accoglienza a pagamento?), ora il Matteo fiorentino, forse preoccupato di nuove batoste elettorali, arriva a scrivere: «Dobbiamo avere uno sguardo d’insieme uscendo dalla logica buonista e terzomondista per cui noi abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi. Se qualcuno rischia di affogare in mare, è ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo. Ma non possiamo accoglierli tutti noi. E aver accettato i due regolamenti di Dublino, come hanno fatto gli esecutivi italiani del 2003 e del 2013, è stato un errore clamoroso. Vorrei che ci liberassimo da una sorta di senso di colpa. Noi non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio. Se ciò avvenisse – sostiene l’ex premier – sarebbe un disastro etico, politico, sociale e alla fine anche economico. Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro». E’ quanto sostiene Matteo Renzi nel suo libro Avanti, di cui Democratica, rivista on line del Pd, dà un’anticipazione, affermando la necessità di un numero chiuso.

Posizione che su Fb ha subito scatenato un dibattito serrato, spesso oltre i confini come accade sui social, non sempre amichevole nei confronti del leader Pd. «Voglio strappare la tessera del Pd. State sputando sopra al mio partito. Andatevene, uscite dal Pd. Non siete di sinistra», scrive Giorgia Cirelli. «Ma non erano quei cattivoni fascisti di Salvini e Meloni a volere il numero chiuso?», fa eco Italo.  E Claudio Di Cara dice: «Basta sostenere tutto e il contrario di tutto! Ma come si fa a cambiare linea dall’oggi al domani?! Solo perché le amministrative sono andate male. Questa non è serietà!».

Altri post dichiarano il proprio interesse per le posizioni del segretario dem, ma la tempesta social è ormai scoppiata. Tanto che, nel pomeriggio, lo stesso Renzi sulla sua bacheca scrive un nuovo post: «Ho fatto una scommessa affascinante: parlare di cose serie sui social. Non rincorrere i ‘mi piace’, ma affrontare temi difficili, delicati. E discuterne. Non mi toccano le polemiche di persone che attaccano per motivo ideologico, senza leggere ciò che l’altro scrive. Senza nemmeno leggere, capite».

Ma a scatenare le polemiche, in questo anche politiche, è soprattutto un altro post prima pubblicato e poi cancellato dalla bacheca del Pd. Una infografica in cui si riprendevano le parole di Renzi sui migranti con particolar enfasi su una frase: «Abbiamo il dovere di aiutarli a casa loro». Tra i tanti, interviene Matteo Salvini: «No comment! Loro chiacchierano e se ne vergognano, noi non vediamo l’ora di farlo veramente! #andiamoagovernare», scrive su Twitter il leader della Lega che pubblica un fotomontaggio con il post del Pd con le parole di Renzi e la scritta «lo prendiamo volentieri noi! Grazie per il lavoro! Ps: scegli l’originale».

Tra gli internauti, intanto, la temperatura sale: «Amici scusate, perché non posso più vedere quel bel post che avevate messo prima? Volevo postarlo sulla mia pagina ‘le più belle frasi per rimorchiare una razzista», scrive Antonella Spinella. «C’è ancora qualcuno che pensa che il Pd sia un partito di sinistra?», commenta Andrea Maracchioni. «Trasformare un partito di centrosinistra in centrodestra: sembrava impossibile, ma ce l’abbiamo fatta! Che figura di m…..», ironizza Alessandro Bastianelli.

E ancora una volta il rottamatore è servito per le feste. Sembra proprio aver smarrito la via maestra.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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