Perplessità sulla posizione leghista di Renzi

Migranti: i vescovi premono per l’accoglienza, non basta aiutarli a casa loro

di Paolo Padoin - - Cronaca, Top News

Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei

ROMA – Aiutarli a casa loro? La nuova parola d’ordine di Matteo Renzi sull’emergenza migranti non entusiasma la Chiesa italiana. E’ monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a esprimere tutta la perplessità delle gerarchie ecclesiastiche per la svolta leghista dell’ex premier. Secondo il numero due dei vescovi italiani, infatti, «la frase ‘aiutarli a casa loro, se non si dice come e quando e con quali risorse precise, rischia di non bastare e di essere un modo per scrollarsi di dosso le responsabilità. Detto in altre parole, la Cei considera un valore non rinunciabile l’accoglienza e un errore non scusabile la chiusura a riccio dei Paesi più ricchi. Un altro intervento a gamba tesa a favore del business dell’accoglienza, del quale le  associazioni cattoliche gestiscono una buona fetta.

Galantino non concede scappatoie o deroghe. Non gli piace, ad esempio, chi vorrebbe distinguere i migranti che scappano dalla guerra da quelli che scappano dalla povertà, per accogliere solo i primi e respingere i secondi. Distinguere tra profughi di guerra e migranti economici «è come fare la distinzione se uno preferisce morire impiccato o alla sedia elettrica», taglia corto. Questo però il polemico monsignore lo dovrebbe dire a macron piuttosto che all’Italia!

Come se si aspettasse le critiche dei vescovi, Renzi (in un’intervista registrata mercoledì ma andata in onda ieri su La vita in diretta) aveva spiegato che la sua parola d’ordine è ben diversa da quella della Lega Nord: «Io ho detto aiutiamoli davvero a casa loro perché e un principio ipocrita dire aiutiamo i migranti a casa loro se poi tagli i fondi alla cooperazione internazionale, come ha fatto la Lega. Per questo motivo, afferma il segretario del Pd, l’aiuto a casa loro va attuato dando i denari a chi opera in Africa, facendo investimenti energetici, aumentando la cooperazione, come abbiamo fatto noi che abbiamo appena triplicato i fondi».

Con queste precisazioni, l’approccio renziano al problema migranti trova l’avallo del segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che smorza le polemiche sul nascere: «Io credo che il discorso dell’aiutiamoli a casa loro sia un discorso valido, nel senso che dobbiamo aiutare veramente questi paesi nello sviluppo, in modo tale che la migrazione non sia più una realtà forzata, ma sia libera», la sua posizione.

Resta il problema della posizione europea, un macigno sulla strada di un’accoglienza condivisa. L”Osservatore Romano riserva a Bruxelles una dura reprimenda e all’Italia parole di vicinanza: «Tanta solidarietà a parole. Ma nei fatti l’Europa continua a restare inerte di fronte al dramma dell’immigrazione nel Mediterraneo e alle difficoltà dell’Italia».

Sul tema migranti interviene anche Beppe Grillo, su una linea dura ma per una volta non troppo distante da quella di Renzi: la ricetta dei cinque stelle prevede la chiusura dei porti italiani e la revisione degli accordi di Dublino. In mancanza di riposte dagli altri Paesi della Ue, sostiene il leader M5s, l’Italia dovrà bloccare qualunque forma di finanziamento economico alla Ue.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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