Il giornale parigino esprime un giudizio severo

Le Monde: Renzi vorrebbe ispirarsi a Macron, con scarso successo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Renzi si vorrebbe ispirare a Macron per tornare al potere, ma ha scarse possibilità di riuscire nell’impresa. E’ questo il senso di un articolo apparso il 14 luglio su Le Monde, a firma Gautheret Jérome, sulle ultime esternazioni (e sul libro) del rottamatore. Il commento dei francesi è realistico e impietoso. Riportiamo in sintesi alcuni brani significativi.

«Aiutiamoli, ma a casa loro: questo post di Matteo Renzi sui migranti ha scioccato la sinistra, ma riflette l’evoluzione di una parte dell’opinione pubblica italiana. L’ex primo ministro italiano, segretario del Partito Democratico, il cui gruppo di sostenitori si è ribattezzato In Cammino (come en Marche! di Macron), si vedrebbe bene nei panni dell’ Emmanuel Macron in versione italiana.

Nel suo libro Avanti, testé uscito, l’ex primo ministro intende riprendere l’iniziativa e fissare i grandi temi della futura campagna elettorale. L’idea centrale? Sarebbe quella di ottenere il permesso da Bruxelles per superare, per cinque anni, i vincoli di equilibrio finanziario pubblico fissati dal patto fiscale europeo per tornare a un deficit leggermente al di sotto del limite del 3% del PIL . La flessibilità di 30 miliardi di euro così conquistata permetterebbe tagli fiscali necessari per rilanciare la crescita reale del paese, dopo due decenni di stagnazione. L’Italia resta infatti buona ultima nella zona euro, con previsioni di crescita leggermente più alte dell’1% per il 2017. Per il momento, Bruxelles ha respinto questa proposta.

Quanto all’isolamento europeo dell’Italia nella crisi degli sbarchi di migranti (200.000 arrivi attesi nel 2017, più di 500.000 negli ultimi tre anni) Matteo Renzi, che in precedenza aveva adottato una presa di posizione volta all’accoglienza, ha cambiato radicalmente opinione, dicendo che l’afflusso non era più sopportabile. Il suo aiutarli, ma a casa loro, lanciato su Facebook l’8 luglio, in termini sostanzialmente analoghi a quelli della Lega Nord di Matteo Salvini, ha causato un putiferio a sinistra. Si profila una separazione netta fra Renzi e gli ex alleati guidati da Pisapia e Bersani. Mentre a destra le ultime elezioni amministrative hanno portato a un successo della coalizione, finalmente riunita; non si prevede però che tale unità resista in occasione delle prossime elezioni politiche. Resta il Movimento 5 Stelle che fa corsa a sé, e si ritiene altamente improbabile un suo apparentamento con la Lega Nord».

Dunque la situazione in Italia è completamente diversa da quella francese, nella quale Macron è riuscito a unificare le rovine del partito socialista e a conglobare nel suo movimento anche molti esponenti (e elettori) del centro repubblicano. Il giornale parigino non lo dice esplicitamente, ma sembra di capire chiaramente che un’operazione analoga non sarà tanto facile per il nostro rottamatore che, almeno per questo aspetto, dovrà riporre i suoi sogni nel cassetto.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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