Economia: gli italiani guadagnano meno di 20 anni fa. Lo certifica l’Fmi (ma lo sapevamo…)

Manifestazione dei metalmeccanici nel 1996, con D’Antoni (Cisl), Larizza (Uil) e Cofferati (Cgil): ci lamentavamo, ma ora è assai peggio

ROMA – Ce n’eravamo accorti da soli, e sulla nostra pelle, ma ora anche il Fondo monetario internazionale, in un intervento dedicato all’Italia, lo certifica: gli italiani guadagnano meno di 20 anni fa. In media  siamo scesi con  salari e la ricchezza. La popolazione in eta’ lavorativa è scesa sotto i livelli del 1995, prima dell’ingresso nell’euro. Lo afferma, come detto, il Fmi nell’Article Iv sull’Italia, sottolineando che i redditi pro-capite torneranno a livelli ai livelli pre-crisi solo fra un decennio. La quota degli italiani a rischio povertà e’ aumentata al 29%, con un picco del 44% al Sud, mette in evidenza il Fmi. In questo quadro l’emigrazione dall’Italia resta elevata.

L’economia italiana sta sperimentando il terzo anno di moderata ripresa economica. Ma è un dato non percepito, come certe volte la temperatura. Il Fmi, realisticamente, sottolinea che anche se la ripresa è prevista continuare ci sono significativi. Fra questi l’incertezza politica, possibili ostacoli al processo di riforma, fragilita’ finanziarie e una rivalutazione del rischio di credito durante la normalizzazione della politica monetaria. Dopo il +0,9% del 2016, il Fmi prevede un pil al +1,3% per il 2017 e all’1,0% nel 2018.

La crescita lenta e la crisi si sono fatte sentire soprattutto sui lavoratori e sui giovani, fra i quali il tasso di disoccupazione è molto alto, al 35%. Il Fmi invita il Belpaese a migliorare la contrattazione salariale. «Allineando i salari alla produzione per lavoratore a livelli aziendale invece che a livello nazionale si tradurrebbe in un aumento del 4% del numero degli impiegati». Il Fmi prevede un tasso di disoccupazione in calo all’11,4% nel 2017 e all’11,0% nel 2018.

Permettetemi, dopo l’analisi, una chiosa finale: i nostri parlamentari invece di alzare polveroni sul taglio dei vitalizi – che incide poco o nulla sul bilancio dello Stato ma serve solo a fare della politica un teatrino – si preoccupino delle cose vere. Per esempio s’impegnino a riportare in Italia il rispetto dei contratti, non permettendo a troppi imprenditori di sotto pagare il lavoro. Bisogna tornare, appunto, a 20 anni fa: quando non c’erano voucher, co.co.co o scappatoie varie. Tornando a regime, seriamente e senza trucchi, l’Italia riparte. Altrimenti, ripeto, siamo al teatrino. Con i burattini.

20 anni fa, Fondo Monetario Internazionale, guadagni, Italia


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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