Migranti: la Ue, dal’Italia disposti 7.873 ricollocamenti, ma occorre procedere con le identificazioni

dimitris_avramopoulos
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BRUXELLES  – A giugno il ritmo delle relocation dei migranti nell’Ue ha raggiunto livelli record con mille trasferimenti dall’Italia e oltre duemila dalla Grecia. Lo spiega il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos. Secondo i dati, i ricollocamenti effettuati ad oggi, sono in totale 24.676, di questi 16,803
dalla Grecia e 7.873 dall’Italia.
Avramopoulos ha richiamato ad un impegno costante degli Stati membri di fronte ai 4.800 candidati attualmente in attesa di essere trasferiti dalla Grecia e ai continui arrivi di candidati ammissibili in Italia ricordando che anche se lo schema terminerà a fine settembre, non è così per gli obblighi legali degli Stati membri nei confronti dei migranti arrivati entro fine settembre.
Secondo la Commissione Ue l’Italia deve ancora completare con urgenza la registrazione delle persone ammissibili arrivate nel 2016 e nel primo semestre del 2017. Si tratta, in particolare, di eritrei, 25mila dei quali sono giunti in Italia dall’inizio del 2016, ma di cui solo 10mila sono stati registrati in vista di un ricollocamento.
Come indicato dalla Commissione nel piano d’azione a supporto dell’Italia, le autorità italiane dovrebbero registrare
rapidamente tutti gli eritrei attualmente presenti nel paese e centralizzare la procedura di ricollocazione presso appositi centri. E l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo) sta aiutando il Paese con una campagna di sensibilizzazione online per l’identificazione di tutti i potenziali richiedenti.
Diversi Stati membri hanno quasi assolto i loro obblighi: Malta, Lettonia e Norvegia, uno Stato associato a Schengen che partecipa volontariamente al regime, hanno interamente ricollocato le persone loro assegnate dalla Grecia, e la Svezia, che ha iniziato solo a giugno, ha ricollocato quasi il 60% delle persone previste. Inoltre Spagna e Germania hanno annunciato un’accelerazione del ritmo dei trasferimenti.le autorità italiane dovrebbero registrare
rapidamente tutti gli eritrei attualmente presenti nel paese e centralizzare la procedura di ricollocazione presso appositi centri.

L’unica iniziativa positiva viene dalla Germania, che auspica il potenziamento dei meccanismi di relocation dei migranti, ma non appare favorevole ad aprire altri porti europei per la loro distribuzione in Europa. Come dire, intanto lasciamoli in Italia, poi si vedrà. La portavoce Ulrike Demmer ha detto che «il governo tedesco è favorevole ad una soluzione generale a livello europeo del contenimento dei flussi migratori e alla lotta contro i trafficanti. Non è un problema di organizzazione del trasporto – ha poi detto un suo collega – ma di mettere in pratica la solidarietà
sulla base di accordi già presi. In questo senso si sta pensando di lavorare ancora e di potenziare le relocation.

Le operazioni insomma, per quanto riguarda l’Italia, procedono sempre a rilento, nessuno vuole l’onere di ricevere questi ospiti ingombranti e indesiderati e la ue, in più, maschera la sua inadempienza con la scusa di presunti ritardi dell’Italia.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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