Il premier blinda Minniti

Migranti: Gentiloni, vince lo Stato perdono gli scafisti. Ma Delrio sta con le Ong

di Paolo Padoin - - Cronaca, Top News

ROMA – «I flussi si stanno gradualmente riducendo, vince lo Stato e perdono gli scafisti». Il giorno dopo Paolo Gentiloni spiega così perché abbia deciso lunedì, di fronte al deflagrare dello scontro nel governo, di blindare il lavoro di Marco Minniti con il codice ong. Avanti sulla linea tenuta ferma dal Viminale. E’ questa la linea del premier e del governo. Ma tra i suoi ministri (e nella maggioranza) resta una diversità di vedute che è lontana dal colmarsi. Perché Graziano Delrio, cui compete la Guardia costiera, tiene un punto: «Se c’è una nave di ong vicina a gente da soccorrere, non posso escluderla, anche se non ha firmato il codice». Una linea cui plaude il mondo cattolico ma che non è quella del Viminale.

In mattinata prima Angelino Alfano, poi Gentiloni vedono l’inviato Onu in Libia Ghassan Salamè, al quale sollecitano una spinta decisiva delle Nazioni Unite alla stabilità nel Paese, vera precondizione per una gestione più efficace dei flussi migratori. Salamè plaude alla missione navale italiana di supporto alla Guardia costiera libica, così come dall’Ue il presidente dell”Europarlamento Antonio Tajani definisce il codice delle ong indispensabile. L’Italia, aggiunge l’esponente di Fi, deve parlare con una voce unica. La linea – assicurano dal governo – è una ed è quella indicata da Minniti.

Il contatore del Viminale segnala gli sbarchi ancora in calo rispetto al 2016 (-3,47% all’8 agosto). Ma ci pensa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lunedì ha blindato la linea del Viminale, a sollecitare strategie coerenti dell’Ue per gestire un fenomeno così complesso.

Il nodo politico però non è risolto. Minniti continua a dettare la linea della fermezza nei confronti delle ong che non hanno firmato. Delrio insiste che il diritto internazionale (richiamato dallo stesso codice) e la priorità di salvare vite impongono di coinvolgere ogni nave, se serve, senza fare guerra alle ong. E così tra i due ministri resta il gelo (non ci sarebbero stati contatti), anche se Delrio non vuole alimentare la contrapposizione e assicura che non ci sono punti di contrasto. Il rischio però è che in mare si verifichino casi controversi e divergenze su come gestirli. L’unica soluzione, incalza il ministro Andrea Orlando, è usare il buon senso perché il codice ong non elide le leggi internazionali. Sono contrario al derby tra rigore e umanità, dichiara Angelino Alfano: Abbiamo sposato entrambi gli aspetti.

Ma il mondo cattolico, a partire dalla Caritas, torna a chiedere di dare priorità al salvataggio. Per combattere il traffico e la tratta di migranti occorre aprire vie di accesso legali e sicure, visto che le politiche migratorie restrittive hanno spesso contribuito ad aumentare l”offerta di canali alternativi, sottolinea dal Vaticano Fabio Baggio. Anche perché le associazioni cattoliche (ma anche le cooperative di sinistra) temono che interrompendosi il flusso di migranti si vanifichi il lucroso business dell’accoglienza che sostanzialmente è loro monopolio.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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