Trasportati anche con moto d'acqua

Migranti Spagna: in due giorni 920 sbarcati sulle coste dell’Andalusia. Il flusso si è spostato

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

MADRID – Cresce il numero degli sbarchi dei migranti sulle coste dell’Andalusia, in Spagna. Tra il 15 e il 17 agosto sono infatti oltre 920 le persone che sono state tratte in salvo mentre tentavano di raggiungere le coste di Cadice. Secondo quanto riferisce la guardia civile spagnola, nella sola giornata di martedì sono stati almeno 600 i migranti soccorsi dai mezzi di salvataggio marittimo, fra i quali 11 minori e un neonato, a bordo di 15 imbarcazioni e di due moto acquatiche. Di questi, 424 sono stati intercettati su barconi nello Stretto di Gibilterra, mentre gli altri tentavano di raggiungere la penisola iberica attraverso il Mare di Alboran.

Le fonti del salvataggio marittimo e di diverse Ong dichiarano che si tratta della maggiore ondata di migranti giunti via mare dall’inizio dell”anno sulla penisola, provocata anche dal cambio delle condizioni climatiche, con mare calmo e densa nebbia al mattino, considerate più favorevoli dai trafficanti di esseri umani per sfuggire ai controlli nello Stretto di Gibilterra. La prima imbarcazione è stata intercettata nello stretto all’una del 16 agosto, con 39 occupanti di origini magrebine a bordo.

Qualche ora dopo, alle 6,30 circa, la motovedetta Salvamar Gadir  ha soccorso un’imbarcazione con 66 migranti, sempre di origini magrebine, fra i quali donne e vari bambini. Alle 10,30 altri due barconi, con a bordo 34 e 26 persone – rispettivamente subsahariani e magrebini – sono stati localizzati nello stretto e condotti a Tarifa. Un’altra imbarcazione sulla viaggiavano 24 adulti e due minori è stata intercettata a 9 miglia da Barbate (Cadice). Altri due barconi, ognuno con bordo un centinaio di persone, sono stati localizzati in serata dall’elicottero del salvataggio marittimo, dopo circa tre ore di ricerche. Fra i 169 migranti su pescherecci o gommoni soccorsi nel Mare di Alboran, anche 13 donne, un bambino e un neonato. Sono ripresi infine gli sbarchi alle isole Canarie: quindici migranti magrebini sono stati bloccati dalla polizia sulla spiaggia di Papelillo a Lanzarote, dove erano appena sbarcati.

Già la scorsa settimana Frontex aveva messo in allerta le autorità spagnole su una possibile intensificazione dei flussi migratori dal nord Africa. Nel solo mese di luglio, secondo i dati di Frontex, 2.300 persone sono arrivate alle coste spagnole via mare, un numero quattro volte superiore a quello di luglio del 2016. In totale il numero di migranti giunti in Spagna nei primi sette mesi dell”anno, anche via terra attraverso le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla, è stato di 10.751 persone (+104% rispetto allo stesso periodo del 2016), comunque inferiore a quello della crisi dei caicchi nel 2006, quando sulle coste iberiche sbarcarono 39.180 persone. Cifre ancora molto lontane da quelle registrate in Italia grazie al servizio taxi delle Ong.

I trafficanti poi trasportavano i migranti dal Marocco in Spagna, attraverso lo stretto di Gibilterra, con moto d’acqua. Costo del ‘viaggio’: 5mila euro a persona. La polizia spagnola ha annunciato di aver smantellato una rete di trafficanti di uomini che aveva escogitato questa modalità di trasporto, con viaggi quasi quotidiani, grazie ai quali in una decina di minuti si coprivano i 18 km di traversata dello stretto, riferisce la polizia in un comunicato. Una volta sbarcati sulla spiaggia delle province di Cadice o Malaga, le più meridionali dell’Andalusia, i migranti venivano portati ad Algeciras dove venivano detenuti fino a quando i loro parenti a Ceta non saldavano il conto.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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