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Pensioni: petizione a salvaguardia degli assegni Inps. Separare assistenza da previdenza

ROMA – Visto che i politici, e soprattutto il presidente dell’Inps Tito Boeri, non hanno alcuna intenzione di separare le gestioni dell’Inps relative a previdenza e assistenza, adesso mescolate in un deleterio calderone, ci pensano alcune associazioni professionali, che intendono inviare una petizione in tal senso alle massime cariche della repubblica.

Promossa da Leonida insieme a Confedir e Federspev è avviata una campagna per la raccolta delle adesioni per una petizione al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, a difesa della previdenza con la quale si chiede di promuovere una riforma effettiva del sistema che preveda il riordino delle competenze.

Nel dettaglio si chiede di separare completamente le gestioni della previdenza e dell’assistenza per garantire la trasparenza, la tracciabilità e la rendicontabilità dei finanziamenti e delle spese, rendendo impossibile che misure assistenziali non adeguatamente finanziate finiscano per gravare sul bilancio previdenziale, ponendo pesanti ipoteche sul futuro di milioni di pensionati. In questo opaco contesto si inseriscono ora due proposte di legge costituzionali dirette a modificare l’articolo 38 della Costituzione, introducendo inauditi principi solidaristici in materia previdenziale (proposte C3478 e C3858 all’esame della prima Commissione della Camera) affinché l’INPS sia autorizzato ad erogare pensioni assistite (cioè non coperte, in tutto o in parte, da contribuzione effettiva) attingendo, non alla fiscalità generale, ma alle contribuzioni altrui e riducendo progressivamente i trattamenti pensionistici ordinari, non assistiti.

Ecco in dettaglio la «richiesta di riordino:

1. all’INPS il compito di garantire che le prestazioni previdenziali siano corrisposte a coloro che hanno versato i relativi contributi, confidando nella loro funzione assicurativa;

2. ad una Agenzia, da istituirsi con legge per realizzare finalmente la separazione della previdenza dall’assistenza, il compito di erogare le prestazioni assistenziali attingendo alla fiscalità generale».

PRESENTAZIONE DEL PROBLEMA – Caro pensionato/a, Sottoponiamo alla Sua attenzione la petizione che segue mirata a modificare l’attuale gestione della previdenza e dell’assistenza al fine di salvaguardare le pensioni maturate con una vita di contributi e di tutelare la serenità di quanti escono dal mondo del lavoro.

Nel dettaglio si chiede di separare completamente le gestioni della previdenza e dell’assistenza per garantire la trasparenza, la tracciabilità e la rendicontabilità dei finanziamenti e delle spese, rendendo impossibile che misure assistenziali non adeguatamente finanziate finiscano per gravare sul bilancio previdenziale, ponendo pesanti ipoteche sul futuro di milioni di pensionati. Confidiamo che l’obiettivo sollevi l’interesse di molti, perché la fiducia in regole certe ed il rispetto dei diritti rappresentano un bene e un’aspirazione comuni! Per questo è importante il Suo contributo e di quanti altri riterrà di coinvolgere diffondendo il documento riportato appresso.

Se l’iniziativa incontrerà la Sua condivisione dovrà inviare e-mail di consenso, contenente i suoi dati a leonidapensioni@libero.it :

• COGNOME e NOME

• nr. di telefono

• e-mail personale/familiare

TESTO DELLA PETIZIONE – Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Signor Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, siamo lavoratori dipendenti e pensionati molto attenti al presente e molto preoccupati per il futuro.

Ora, ci appare sempre più chiaro che gli sforzi che abbiamo fatto e che facciamo per garantirci una vita dignitosa e sicura dopo l’uscita dal mondo del lavoro, possono essere resi vani dall’attuale improvvida gestione del sistema previdenziale.

E’ solo questione di tempo…

L’INPS gestisce sia la previdenza che l’assistenza: sia le pensioni da lavoro che le prestazioni assistenziali. In questo modo, i contributi che abbiamo versato e che versiamo per la nostra pensione finiscono in un unico bilancio in cui l’INPS si destreggia per poter erogare anche consistenti prestazioni assistenziali.

La GIAS (gestione INPS dei trattamenti assistenziali, finanziati dallo Stato) introdotta dall’art 37 della legge 88/1989 non è sufficiente a garantire una vera separazione né trasparenza.

In questo opaco contesto si inseriscono ora due proposte di legge costituzionali dirette a modificare l’articolo 38 della Costituzione, introducendo inauditi principi solidaristici in materia previdenziale (proposte C3478 e C3858 all’esame della prima Commissione della Camera) affinché l’INPS sia autorizzato ad erogare pensioni assistite (cioè non coperte, in tutto o in parte, da contribuzione effettiva) attingendo, non alla fiscalità generale, ma alle contribuzioni altrui e riducendo progressivamente i trattamenti pensionistici ordinari, non assistiti.

Non possiamo aspettare inermi gli effetti di quella che è già una realtà!

PER QUESTO LE CHIEDIAMO di promuovere una riforma effettiva del sistema che preveda il riordino delle competenze:

1. all’INPS il compito di garantire che le prestazioni previdenziali siano corrisposte a coloro che hanno versato i relativi contributi, confidando nella loro funzione assicurativa;

2. ad una Agenzia, da istituirsi con legge per realizzare finalmente la separazione della previdenza dall’assistenza, il compito di erogare le prestazioni assistenziali attingendo alla fiscalità generale.

Siamo certi che questo cambiamento, oltre a rendere sostenibile il sistema pensionistico sgravandolo da spese ed incombenze improprie, innescherebbe un ciclo virtuoso nel sistema assistenziale avvicinandolo agli standard europei e contribuirebbe ad aumentare la coesione sociale attraverso i principi di equità e di rispetto dei diritti.

Concludono i promotori:

Come potete capire la presente iniziativa potrebbe essere estremamente importante per evitare ulteriori danni alle nostre pensioni, anzi a tutte le pensioni con valori lordi superiori ai 2.000 euro/mese.

La nostra sfida, oggi, è quella di fare arrivare al maggior numero di potenziali interessati il testo di questa petizione, in modo da poter dare un segnale “forte” alla nostra classe politica ed a chi, oggi, presiede l’Inps.

Cordialmente, Confedir, Federspev, Leonida


Paolo Padoin

Già Prefetto di FirenzeMail

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