Le giustificazioni della protezione civile

Amatrice: sindaco Pirozzi protesta, non è arrivato un soldo degli sms solidali

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

AMATRICE – Non bastavano i ritardi della ricostruzione, che avrebbe dovuto avvenire a cura del poco rimpianto commissario straordinario Errani: Amatrice e Accumoli non hanno ricevuto i soldi degli sms solidali, come accusa il sindaco Sergio Pirozzi? Poiché in questi due paesi «le spese per le scuole erano già coperte, come del resto per tutte le altre spese, le risorse degli sms solidali sono state destinate per garantire la piena sicurezza di altre scuole danneggiate dal sisma in altri comuni frequentate da ragazzi, bambini e insegnanti». L’Ufficio per la Ricostruzione del Lazio risponde così al sindaco di Amatrice che aveva lanciato un duro attacco due giorni fa dal palco di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, scatenando una polemica che si è rapidamente trasformata in un caso politico cavalcato dal centrodestra. «Ogni polemica o strumentalizzazione non aiuta in alcun modo la ricostruzione e rischia di creare un clima sfavorevole alla ripartenza dei territori colpiti dal sisma», ha infatti commentato la commissaria per la ricostruzione del terremoto del Centro Italia, Paola De Micheli.

Pirozzi si era lamentato di una gestione «scandalosa» dei soldi della solidarietà degli italiani. E aveva precisato che «ad Amatrice e Accumoli non è arrivato niente». Ieri Pirozzi ha aggiunto che «se un cittadino dona qualcosa pensando che serva per ripristinare un ponte, una strada, una scuola a Amatrice, Accumoli o Arquata del Tronto e poi scopre che non è così, si sente preso in giro. Il rischio, poi, è quello che di non riuscire a credere più a nulla».

Di fronte a queste parole la Procura di Rieti ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e nei prossimi giorni ha intenzione di sentire anche il sindaco di Amatrice.

Anche la Protezione Civile ha risposto alle accuse precisando che «non è sparito» nemmeno un euro di quelli donati dagli italiani a favore delle aree terremotate. Quei fondi sono destinati a interventi in favore dei territori colpiti e sono stati depositati in Banca d’Italia. La fase successiva è stata gestita dai presidenti delle Regioni che sono anche vicecommissari della ricostruzione. Sono stati loro a definire la ripartizione dei fondi tra le diverse regioni: il 62% alle Marche, il 14% al Lazio, il 14% all’Abruzzo e il 10% al Lazio, e hanno tenuto da parte 5 milioni da destinare a futuri progetti insieme con i fondi che emergeranno dai risparmi creati dalle aste sugli appalti.

Le Regioni hanno poi definito i progetti da finanziare, a luglio li hanno presentati al comitato dei garanti delle donazioni presente presso la Protezione Civile. A fine luglio il Comitato ha dato il via a 18 progetti per un totale di 28 milioni di euro, che prevedono la ricostruzione di alcune scuole, la realizzazione di centri di comunità e di una nuova sede per il comune di Arquata del Tronto, l’adeguamento di una strada che collega l’entroterra marchigiano alla costa, sette nuove elisuperfici attrezzate per interventi di protezione civile e sanitaria. E poi un’area commerciale e il restauro di beni culturali come sculture, campane e crocifissi. A questo punto si devono predisporre le gare per la realizzazione degli appalti e si deve effettuare il passaggio dei fondi, anche se ancora non è stato deciso se verranno versati ai sindaci o alle Regioni, come ha spiegato Cesare Spuri, responsabile dell’Ufficio per la Ricostruzione delle Marche.

Sembra dunque che, come al solito, Regioni e Commissario straordinario (tutti o quasi di area Pd) provvedano alle ripartizioni più con criteri politici che per effettive necessità.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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