La sfrontatezza del fuoriuscito non ha limiti

Cesare Battisti sfida l’Italia: «Non temo estradizione, sono protetto da asilo politico»

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

ROMA – Cesare Battisti ha dichiarato alla polizia federale brasiliana di non temere di essere estradato in Italia, perché si sente protetto da un decreto dell’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che gli ha concesso un visto permanente nel paese sudamericano. Lo riferisce il sito del quotidiano ‘Estadao’.

Le autorità italiane intanto si muovono per ottenere invece l’estradizione del terrorista condannato all’ergastolo. «L’Italia è fortemente determinata a far sì che Battisti sconti la pena, e la sconti nel nostro paese. E’ questo un modo per restituire, almeno in parte, quanto è stato tolto al nostro paese e ai familiari delle vittime». Lo ha detto il ministro della giustizia Andrea Orlando oggi a Milano. L’estradizione è possibile secondo il ministro, che ha spiegato: «sono stati fatti tutti i passaggi necessari presso le autorità politiche e giurisdizionali, ma dopo l’ultimo arresto dell’ex militante dei Pac ne verranno fatti altri». Il ministro ha ricordato come la richiesta di estradizione sia ferma da tempo presso le autorità brasiliane.

Interviene anche il ministro degli esteri Alfano: «oggi con amb. Bernardini per riportare Battisti in Italia e assicurarlo alla giustizia. Continuiamo lavoro avviato con autorità brasiliane». E’ quanto ha sottolineato il ministro in un tweet postato dalla Farnesina sul suo sito.

Intanto arresto in Brasile confermato per Cesare Battisti: lo ha deciso il giudice federale, Odilon de Oliveira, durante l’udienza di custodia svoltasi in videoconferenza nella sede della polizia federale di Corumba’. Il magistrato ha ritenuto che ci fossero i presupposti per la custodia cautelare in carcere. Secondo il giudice del Mato Grosso do Sul – stato del Brasile centro-occidentale dove Battisti è stato fermato ieri dalla polizia stradale – l’ex terrorista “di fatto” stava cercando di varcare il confine del Brasile in direzione della Bolivia. Per de Oliveira, dunque, la misura preventiva nei confronti dell’italiano è necessaria proprio per scongiurare il pericolo di fuga.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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