Camaiore, uccide moglie e figlio a fucilare: omofobia non sarebbe la causa scatenante del delitto

CAMAIORE (LUCCA) – L’omofobia sarebbe una delle concause insieme a quella legata all’assunzione di
sostanze stupefacenti che, a dire dell’arrestato, è quella principale. E’ quanto ha spiegato il comandante dei carabinieri di Lucca Michele Lastella sul delitto di Mirko Moriconi, 24 anni, e della madre Kety Andreoni, uccisi il 24 giugno scorso a Camaiore da Pietro Moriconi, padre e marito delle due vittime.
Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulla ricostruzione dei fatti, sottolineando come l’attività investigativa sia ancora in pieno svolgimento. Alcuni elementi, tuttavia, sono stati confermati. Per quanto riguarda il movente, il comandante ha affrontato anche uno degli aspetti maggiormente discussi nei giorni successivi alla tragedia, quello legato a una possibile matrice omofoba: “Allo stato degli atti non risulta che questa sia stata la causa scatenante del duplice omicidio. È un elemento che sicuramente ha inciso nel contesto della vicenda, ma non emerge come il movente determinante”.
Sull’arma del delitto, un fucile calibro 12: “Sono stati esplosi cinque colpi complessivi e abbiamo accertato che, dopo i primi spari, l’arma è stata ricaricata – continua Lastella -. Sulla dinamica stiamo ancora svolgendo tutte le verifiche tecniche necessarie. L’ipotesi sulla quale stiamo lavorando è che tre colpi abbiano raggiunto la moglie e due il figlio di Piero Moriconi, ma sono aspetti che devono essere confermati dagli accertamenti balistici”.
