L'applicazione del sistema contributivo, retributivo, misto

Pensioni: le regole applicabili prima e dopo la legge Fornero

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica, Top News

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La Fornero piange, ma piangono di più i pensionati colpiti dalla sua legge

L’applicazione delle disposizioni previste dalla Riforma Fornero parte, come noto, dal 1 gennaio 2012. Le nuove regole si applicano infatti nei confronti dei lavoratori che maturato i requisiti per il pensionamento dopo tale data. Per fugare i dubbi che molti pensionati ancora ci manifestano, riteniamo opportuno ribadire che, se i requisiti per il pensionamento sono stati maturati prima del 31 dicembre 2011, il lavoratore interessato avrà diritto al riconoscimento della pensione in base alle vecchie norme a prescindere dal momento in cui ne fa richiesta e, di conseguenza, anche se la pensione avrà una decorrenza successiva al 1° gennaio 2012.

Le deroghe. Esistono però diverse deroghe in forza delle quali per determinati soggetti, che il legislatore ha ritenuto opportuno tutelare, continuano ad applicarsi le vecchie disposizioni in materia di requisiti di accesso e di decorrenze anche se il diritto alla pensione si matura dopo il 2011. Si tratta di categorie di lavoratori ai quali il legislatore ha garantito, tramite otto provvedimenti di salvaguardia l’ultrattività delle vecchie regole di pensionamento dopo il 2011.
In questa condizione si trovano circa 170mila lavoratori che al dicembre 2011 avevano già siglato accordi per la risoluzione del rapporto di lavoro o che erano già usciti dal mondo del lavoro. Nei loro confronti si continuano, pertanto, ad applicare le vecchie regole in materia di accesso al pensionamento di vecchiaia o anticipato e delle relative decorrenze anche se il requisito matura dopo il 2011. Per queste ragioni risulta ancora oggi importante tenere sott’occhio i requisiti pensionistici (di vecchiaia e di anzianità) vigenti al 31 dicembre 2011.

Pensionamento di vecchiaia. Con la vecchia normativa era richiesto il perfezionamento di un’età anagrafica di 65 anni per gli uomini (settore privato e pubblico); 61 anni per le donne del pubblico impiego (65 dal 2012); 60 anni per le lavoratrici del settore privato (dipendenti e autonome) unitamente ad un requisito contributivo minimo di 20 anni (15 anni per coloro che godevano della Deroga Amato cfr: Circolare inps 16/2013). Queste ultime lavoratrice subivano – ai sensi dell’articolo 18, comma 1 del 98/2011 convertito con legge 111/2011 – il progressivo innalzamento dell’età pensionabile a partire dal 1° gennaio 2014 sino al 2026 in modo da raggiungere la parificazione con l’età pensionabile dei lavoratori del pubblico impiego.
La seguente tabella riassume il graduale innalzamento del pensionamento di vecchiaia per i lavoratori e le lavoratrici con le vecchie regole pensionistiche comprensive degli adeguamenti alla speranza di vita Istat (3 mesi dal 2013; 4 mesi dal 2016). Si noti che dal 2019 scatterà un ulteriore adeguamento alla speranza di vita la cui entità attualmente non è ancora nota.

La Pensione di Anzianita’ – La pensione di anzianità richiedeva requisiti di pensionamento minori ma, al contempo con una anzianità contributiva superiore. Nello specifico il diritto si perfezionava al raggiungimento di una quota data dalla somma tra un’età anagrafica minima e almeno 35 anni di contributi. Per la generalità dei lavoratori dipendenti in particolare era necessario raggiungere la cd. quota 96 con almeno 60 anni di età (quindi la quota poteva raggiungersi o con 36 anni di contributi e 60 di età oppure con 61 anni di età e 35 di contributi, ma valgono anche le frazioni di quota, es. 60 anni e mezzo e 35 anni e mezzo di contributi). Dal 2013 il requisito anagrafico e il quorum si innalzava di un anno e veniva adeguato alla speranza di vita. Per i lavoratori autonomi sia il requisito anagrafico che il quorum erano più elevati di un anno rispetto ai lavoratori dipendenti. In alternativa, la pensione di anzianita’ poteva essere conseguita, indipendentemente dall’età anagrafica, con 40 anni di contributi.
Si rammenta che ai fini del perfezionamento dei 35/36 anni di contributi, per i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e ai fondi ad essa sostitutivi tale requisito doveva integrarsi escludendo la contribuzione figurativa derivante da disoccupazione ordinaria e malattia (che invece poteva essere utilizzata al fine di raggiungere i 40 anni di contributi).
La tavola seguente mostra il graduale innalzamento dei requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità dal 2011 in poi comprensivi degli adeguamenti alla speranza di vita (si noti che il requisito contributivo dei 40 anni non è soggetto ad adeguamento cfr: messaggio inps 20600/2012). Dal 2019 bisogna considerare un ulteriore adeguamento alla speranza di vita.

La Pensione nel sistema Contributivo sino al 2011
I lavoratori non in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995 (cioè coloro che sono entrati nel mondo del lavoro dopo il 31 dicembre 1995) potevano conseguire la pensione al compimento delle medesime anzianità anagrafiche e contributive previste con riferimento ai lavoratori nel sistema misto o retributivo con l’unica differenza che, per quanto riguarda il pensionamento di vecchiaia era sufficiente il requisito di almeno 5 anni di contribuzione effettiva e che, se la pensione era richiesta da un soggetto di età inferiore a 65 anni, l’importo dell’assegno doveva risultare non inferiore ad 1,2 volte l’assegno sociale. Per quanto riguarda il pensionamento con 40 anni di contributi il sistema contributivo prevedeva la necessità di perfezionare tale requisito escludendo i contributi versati volontariamente e moltiplicando per 1,5 i contributi da lavoro versati prima del 18° anno di età. Nel sistema contributivo, vale la pena di ricordarlo, tutte le prestazioni (sia di vecchiaia che di anzianità) sono denominate di vecchiaia.

La Decorrenza
Si ricorda che nella vecchia disciplina era previsto quel particolare regime di spostamento della decorrenza secondo le cd. finestre di cui all’articolo 12, commi 1 e 2 del decreto legge 78/2010. In particolare i lavoratori dipendenti subivano un differimento di 12 mesi e gli autonomi di 18 mesi dalla data del raggiungimento dei predetti requisiti. Per effetto dell’intervento di cui alla legge 111/2011 dal 1° gennaio 2012 era programmato anche un ulteriore slittamento per i lavoratori che accedono alla pensione di anzianità indipendentemente dal requisito anagrafico (cioè con i 40 anni di contributi) pari ad un mese se il requisito contributivo è stato maturato nel 2012; di due mesi nel 2013 e di 3 mesi dal 2014 in poi. Cio’ ha determinato un allungamento della finestra sino a 15 mesi per i lavoratori dipendenti (21 mesi per gli autonomi) che accedono alla prestazione di anzianità con i 40 anni di contributi.

Queste regole, lo si ribadisce, valgono solo per i lavoratori esclusi dall’applicazione della Legge Fornero cioè coloro che, in forza di eccezionali disposizioni legislative, possono rimettere in carreggiata le regole vigenti al 31 dicembre 2011 anche se maturano successivamente a tale data il diritto alla pensione. Tutti gli altri andranno in pensione con le regole attuali..

 

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