Sarebbe centrata la previsione del governo

Istat, Pil Italia: più 1,5% nel trimestre e più 1,8% su base annua. Ma il Paese reale non ne ha ancora beneficiato

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Primo piano, Top News

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ROMA – La statistica conforta: il Pil italiano nel terzo trimestre del 2017 è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% su base annua. Lo rileva l’Istat nella stima preliminare sul Prodotto interno lordo. Il problema? Che di questa crescita, il Paese reale non ha avuto ancora contezza. Cioè nessun beneficio pratico. Basta guardare i dati sulla disoccupazione e sulla povertà per rendersene conto. Chi ha guadagnato? Probabilmente i grandi gruppi industriali, beneficiati anche dai governi Renzi e Gentiloni. Non hanno guadagnato le piccole e medie imprese, costrette a barcamenarsi con bilanci magri e tasse sempre più asfissianti. Non hanno avuto benefici i lavoratori a reddito fisso e nemmeno i pensionati, bastonati perfino dalla sentenza della Corte costituzionale che ha negato la perequazione.

L’Istat fa sapere che i dati sono corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. La variazione acquisita del Pil, quella che si registrerebbe in caso di crescita congiunturale nulla negli ultimi tre mesi dell’anno, per il 2017 è pari all’1,5%. Sarebbe così già centrata la previsione del Governo, contenuta nella nota di aggiornamento al Def, che appunto indica per l’anno in corso un rialzo dell’1,5%.

La crescita del Pil nel terzo trimestre del 2017 accelera rispetto al trimestre precedente, passando da +0,3% a +0,5%. Lo rileva l’Istat nelle stime preliminari, spiegando che si tratta della tredicesima variazione congiunturale positiva, ovvero sopra la soglia ‘zero’. Non solo, il dato tendenziale, pari al +1,8%, risulta il più alto dal secondo trimestre del 2011, ovvero da oltre sei anni.

La variazione acquisita del Pil, quella che si registrerebbe in caso di crescita congiunturale nulla negli ultimi tre mesi dell’anno, per il 2017 è pari all’1,5%. Sarebbe così già centrata la previsione del Governo, contenuta nella nota di aggiornamento al Def, che appunto indica per l’anno in corso un rialzo dell’1,5%. Anche se, occorre precisare, i dati di oggi dell’Istat sono corretti per gli effetti di calendario, mentre la stima del Governo è su dati grezzi. La crescita congiunturale del Pil italiano nel terzo trimestre del 2017, pari allo 0,5%, risulta in linea con le attese. La stima preliminare dell’Istat, infatti, coincide con il consensus degli analisti. Tutto questo nelle stime degli analisti. Resta il problema di chi deve andare a fare la spesa e di chi cerca un posto di lavoro dignitoso.

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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