Aspettativa di vita e giovani nodi irrisolti

Pensioni: Cgil dà il via alla mobilitazione, dal governo risposte insufficienti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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La Camusso conferma lo sciopero contro la legge di stabilità

Susanna Camusso

ROMA- Il comitato direttivo della Cgil si è riunito ieri sera, al termine del tavolo con il governo, che ha fissato un nuovo incontro per sabato prossimo a Palazzo Chigi, per esprimere una valutazione complessiva sul confronto con il
governo rispetto alle misure da adottare nella legge di bilancio sul tema pensioni e lavoro.

Le risposte del governo sulle pensioni sono del tutto insufficienti e, qualora il confronto non determini avanzamenti, il giudizio della Cgil non potrà che essere negativo: pertanto il comitato direttivo dà il mandato alla segreteria a decidere tutte le iniziative di mobilitazione nazionali utili a rendere chiara ed evidente la necessità di conquistare risposte coerenti con la piattaforma sulla previdenza e gli impegni già assunti dal governo.
Nel documento del direttivo si ribadisce che le risposte ottenute dal governo, limitate al tema della aspettativa di vita
e ad alcune proposte emendative sul Fondo di integrazione salariale e sulla previdenza complementare per i lavoratori pubblici, sono del tutto insufficienti, non solo rispetto alle proposte unitarie contenute nella piattaforma sulle pensioni oggetto di rivendicazione da oltre due anni, ma anche rispetto agli impegni definiti per la seconda fase nel verbale sottoscritto l”anno scorso su questi temi con il Governo. E in particolare il confronto non ha registrato nessuna risposta su flessibilità in uscita, giovani, lavoro di cura e condizione delle donne, previdenza complementare per i lavoratori del privato.
Sull’aspettativa di vita, al tavolo abbiamo preso atto che il governo non ha dato risposte convincenti e sufficienti
rispetto alla nostra richiesta di sospendere l’automatismo di adeguamento per aprire una discussione volta a modificare il meccanismo stesso. In particolare quanto proposto dal governo, si legge ancora nel documento, non risponde al fatto che l’adeguamento incide negativamente su tre fattori, vecchiaia, pensione anticipata e calcolo coefficienti di trasformazione.
Per queste ragioni, per il comitato direttivo della confederazione guidata da Susanna Camusso è indispensabile,
dare continuità alle iniziative già definite per tenere viva la piattaforma, con l’obiettivo di sostenere le proposte sindacali e determinare cambiamenti nella prossima legge di bilancio e tenere aperta la volontà di un cambiamento strutturale del sistema pensionistico, che per la Cgil rimane obiettivo anche per il confronto con i prossimi governi. Inoltre lavorare per quanto possibile per mantenere in modo unitario il confronto, le valutazioni dello stesso e le iniziative a sostegno delle nostre posizioni e andare avanti con la mobilitazione qualora il confronto con il governo non determini avanzamenti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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