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Taormina: il G7 pari opportunità, presieduto dalla Boschi, è stato un fallimento

TAORMINA – Nonostante le esagerate lodi esternate da una raggiante sottosegretaria Maria Elena Boschi, entusiasta di aver riconquistato, una volta tanto, il proscenio internazionale, il G7 Pari opportunità che si è concluso ieri a Taormina è stata un’occasione mancata. A dirlo sono proprio le associazioni interessate al problema, e in particolare
la Coalizione italiana contro la povertà (Gcap), rete di ong e associazioni espressione di un più vasto movimento globale che ha l’obiettivo di contrastare i meccanismi che generano povertà e disuguaglianza nel mondo.
«Il documento di partenza per i due giorni di lavori del G7 – si legge in una nota – non sembra in sostanza andare oltre una nobile dichiarazione di intenti. Non vi è infatti alcun piano d’azione che definisca nel concreto come i Paesi del G7 intendano raggiungere la parità di genere, quinto obiettivo dell’Agenda 2030. Soprattutto non sono stati proposti, decisi e finalizzati finanziamenti specifici e programmi che rispondano alle questioni che formalmente vengono sottolineate».
La ministeriale donne “era l’occasione per concretizzare la roadmap definendo risorse, obiettivi di breve e lungo periodo, indicatori temporali, quantitativi e qualitativi per raggiungere gli obiettivi contenuti nel documento sottolinea Rossana Scaricabarozzi di ActionAid Italia. Inoltre, «quando si parla di empowerment delle donne, dobbiamo ricordare che il concetto e le azioni che seguono non possono essere appiattite solo sulla questione economica, indubbiamente fondamentale, ma bisogna parlare anche di salute, accesso all’istruzione e soprattutto
agency di donne e ragazze» spiega Maria Grazia Panunzi, presidente di Aidos.
Allo stesso modo, secondo le organizzazioni, è trattata la questione della violenza di genere, «che va affrontata come
fenomeno strutturale e quindi collegata ad altri possibili ambiti di intervento come l’accesso ai servizi di salute
sessuale e riproduttiva, l’educazione nelle scuole, il contrasto agli stereotipi non solo in ambito educativo ma anche nel campo della comunicazione; inoltre si parla di donne e ragazze e mai di persone lgbt» conclude Panunzi.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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