Dopo il vertice con l'Azienda

Aferpi Piombino, ministro Calenda: «Azione legale contro Cevital, basta prese in giro»

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Politica

Striscione dei lavoratori di Piombino davanti al ministero dello sviluppo

ROMA – Alla fine anche il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, perde la pazienza con Cevital e annuncia: «Abbiamo dato mandato di partire con l’azione legale. Siamo sempre alla solita storia, sono stanco di essere preso in giro».  Calenda riferisce la decisione, presa al termine dell’incontro con i vertici di Cevital, direttamente ai lavoratori presenti fuori dal ministero. In una nota diffusa poi dal Mise si legge che Calenda «avendo verificato nel corso dell’incontro odierno che nessun progresso è stato fattivamente compiuto su tutti i fronti individuati dall’addendum, ha invitato l’Amministrazione straordinaria a dare avvio alle procedure legali per la risoluzione del contratto con Aferpi-Cevital».

Proprio per l’incontro tra il ministro e i veritci Cevital a Roma, una delegazione delle Rsu di Aferpi da Piombino era nella Capitale per consegnare al ministro una lettera con la richiesta di concludere l’era Cevital e di  «mettere fine a questa grottesca vicenda dettata da un imprenditore dello zucchero che da grande voleva fare il siderurgico e che si è rivelato uno speculatore finanziario e di accelerare i contatti con altri soggetti siderurgici che si sono interessati a Piombino in quest’ultimo periodo». Nessun commento, al termine dell’incontro, durato meno di un’ora, dai vertici di Cevital: alla riunione erano presenti il patron Issad Rebrab e l’ad Said Benikene, contestati all’uscita con fischi dai lavoratori.

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Ernesto Giusti

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