Il Governo intende accelerare i tempi a scopo elettorale

Statali: come cambia la busta paga, a marzo anche gli arretrati. Le tabelle per le tre fasce

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

ROMA – Ecco come cambia la busta paga degli statali al volgere del nuovo anno, sommando l’una tantum degli arretrati, gli scatti a regime e l’assegno per le fasce basse. Nella tabella che segue gli incrementi per ciascuna voce e per le diverse classi retributive (prendendo come riferimenti la più bassa, la più alta e quella di mezzo). Le cifre, in euro, sono quelle che scaturiscono dall’accordo tra i sindacati e l’Aran, l’agenzia che ha negoziato per la ministra Madia.
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FASCE Stip.            ARRETRATI                    SCATTO                   BONUS                  TOTALE 2018
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FASCIA ALTA            712,10                             117,00                          —                                1.999,1
FASCIA MEDIA        491,70                             85,70                           —                                1.434,4
FASCIA BASSA         369,90                            63,00                       21,10                             1.273,9
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Oltre agli aumenti mensili tabellari, in media di 85 euro che dovranno decorrere da marzo 2018, per gli statali dunque sono in arrivo anche gli arretrati maturati in più di due anni, in base al rinnovo contrattuale 2016-2018, come da tabella sopra. Le cifre, versate in un’unica soluzione, saranno corrisposte in base agli incrementi mensili della retribuzione tabellare, comprese le tredicesime, degli anni 2016, 2017 e i primi due mesi del 2018 (presumendo che gli aumenti in busta paga arriveranno effettivamente a marzo).

La macchina della pubblica amministrazione non si è dunque fermata, dopo la firma dell’intesa sul rinnovo del contratto per 240 mila statali il lavoro è proseguito a ritmo serrato. D’altra parte c’è da coprire tutto il triennio che arriva fino al 2018. In tutto quindi il gruzzolo che dovrebbe rendere large lo stipendio in questione ingloba le spettanze di due anni e due mesi, visto che lo scatto contrattuale, i già noti 85 euro, partono a regime da marzo.

Intanto l’Aran, l’agenzia che ha negoziato per la ministra Madia, ha spedito in serata a palazzo Vidoni, la sede della Funzione pubblica, la relazione tecnica, bruciando le tappe (ha speso tre giorni invece dei dieci a disposizione). Ora la palla ripassa al Governo, che dopo il parere della Ragioneria generale, deve dare il suo via libera all’accordo raggiunto la scorsa settimana con i sindacati. Semaforo verde che sarà acceso, se tutto fila liscio, nel primo Consiglio dei ministri utile. Non è però ancora finita, la trafila burocratica prevede anche il pronunciamento della Corte dei Conti. Senza intoppi però si potrebbe anche chiudere tutto a fine gennaio, con la sottoscrizione definitiva del contratto. Un calendario che permetterebbe al Tesoro di preparare i cedolini ‘rinforzati’ per il mese di febbraio, completando tutto il complicato iter prima della scadenza dell’esecutivo, in carica fino al 4 marzo, la data delle nuove elezioni. Tecnicamente è quindi possibile, altrimenti, se alcune fasi dovessero richiedere più tempo, si sbloccherebbe tutto alla fine di marzo. E a quel punto la busta paga diventerebbe ‘extra large’ con arretrati, primo incremento contrattuale e bonus per le fasce basse. L’aumento cumulato lordo, inglobando tutto, andrebbe dai 454 agli 829 euro. Di certo per la fine del 2018 l’incasso dovuto al rinnovo sarà di 1.273 per il gradino inferiore della scala retributiva per salire ai 1.999 euro della cima.

Fin qui la partita che riguarda gli statali in senso stretto ma ci sono altri tre contratti da riscrivere. Anche in questi casi si tenta lo sprint, già per il 2 gennaio i sindacati sono stati convocati all’Aran per il comparto della conoscenza, in cui rientra la scuola. Un capitolo pesante, che tocca oltre un milione di persone, tra prof, ricercatori, bidelli. Poi ci sono la sanità e gli enti locali. Si cercherà di replicare il format utilizzato per gli statali, seguendo i cardini del nuovo testo unico del pubblico impiego, che fa parte del grandissimo lavoro di attuazione di riforme, tra cui quella della Pa, rimarcato nella conferenza di fine anno dal premier Paolo Gentiloni. Per l’8 gennaio è in programma anche il tavolo dedicato ai vigili del fuoco, il giorno dopo sarà la volta delle forze dell’ordine (le trattative seguite dal sottosegretario Angelo Rughetti si terranno al ministero). Susseguirsi di date che dà il senso dell’accelerazione.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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