Tensione nel M5s sui rimborsi dei parlamentari: il buco potrebbe superare il milione di euro

Luigi Di Maio

ROMA – Il caso rimborsopoli, sugli ammanchi nelle restituzioni dei parlamentari, si allarga a macchia d’olio: potrebbe superare il milione di euro e irrompe nella tappa elettorale di Luigi Di Maio nella sua Campania. Tappa che vede, tra l’altro, il ritorno in campo di Beppe Grillo. Il caso è preso molto seriamente dai vertici, che reagiscono in maniera durissima.

«Le mele marce le trovo e le caccio, nessuno inficerà il nome del M5S», è il diktat del capo politico. La questione, secondo il servizio delle Iene andato in onda ieri sera, riguarda almeno una decina di parlamentari. E dalle prime verifiche, i vertici del Movimento ammettono come il buco sulle restituzioni per il fondo per il microcredito sia più grande degli oltre 200mila euro preventivati dai media. Sul totale delle cifre vediamo domani, si limitano a dire, dopo aver chiesto in via ufficiale gli atti al Ministero dell’Economia presso cui è registrato il fondo per le pmi.

I calcoli, fatto salvo eventuali errori commessi dai tecnici del Movimento nel riportare i dati delle restituzioni, sembrano volgere al peggio. Alla cifra di 226 mila euro di ammanco, che ha fatto scattare l’allarme per le mancate restituzioni, va infatti aggiunta la cifra versata al fondo dagli eurodeputati del M5s, pari a 606mila euro, come certificato dallo stesso blog giorni fa. E a questa si somma il totale dei rimborsi arrivati dalle Regioni: le stime sono approssimative ma si parla di oltre 500mila euro. Il tutto fa quindi aumentare la forbice tra quanto dichiarato dai parlamentari sul sito tirendiconto.it e quanto arrivato, in concreto, dai bonifici. E intanto il Pd attacca. Renzi sulle mele marce paragona Di Maio a Craxi. In serata annuncia l’autosospensione anche un senatore, finito nel mirino delle Iene.

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