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Previdenza: omissione di contributi, come rimediare senza gravi conseguenze

ROMA – Il sito PMI.it svolge un utilissimo servizio di informazione e consulenza in tema fiscale, e da lì traiamo spesso molte notizie e indicazioni essenziali per i contribuenti e i lavoratori e pensionati.

Stavolta pubblichiamo un interessante quesito in tema di contributi omessi, con la relativa risposta:

«Sono un autonomo di 59 con contributi versati regolari di circa 1900 settimane. Durante gli studi ho svolto mansioni di collaboratore familiare nell’azienda di famiglia, mio padre era coltivatore diretto. A suo tempo non sono stato segnalato e\o iscritto come coadiuvante. Posso in qualche modo recuperare quegli anni?

Tenga presente in primo luogo che i contributi non versati dall’azienda, in ogni caso vanno in prescrizione dopo cinque anni. Quindi, lei non può chiederne il versamento se risalgono a prima di questa soglia temporale.
Credo che, invece, possa chiedere il riscatto dei contributi per gli anni di lavoro effettuato (costituzione di rendita vitalizia reversibile, art. 13 legge n. 1338/1962), che spettano, fra gli altri, per quelli non versati dal coltivatore diretto in favore dei familiari coadiuvanti.

Si tratta di un’operazione onerosa, nel senso che per riscattare questi contributi dovrà pagare. Deve quindi presentare domanda all’INPS, che le risponderà notificandole l’importo da pagare per l’operazione. A quel punto, i contributi riscattati saranno validi per la maturazione del diritto e per il calcolo dell’assegno previdenziale.

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