Vallanzasca resta in carcere: no a libertà condizionale. I giudici: «Mai chiesto perdono, nè risarcito le vittime»

Renato Vallanzasca

MILANO – Resta in carcere il Bel Renè. Renato Vallanzasca dovrà scontare la pena senza alcun  beneficio, perché non ha mai chiesto perdono, né risarcito i familiari delle vittime o posto in essere condotte comunque indicative di una sua effettiva e totale presa di distanza dal vissuto criminale. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano che ha respinto le richieste di liberazione condizionale e di semilibertà dell’ormai ex boss della Comasina, protagonista della mala milanese degli anni ’70 e ’80, condannato a 4 ergastoli e 296 anni di carcere e con un «fine pena: mai». A nulla è valso per la sua difesa, rappresentata dal legale Davide Steccanella, valorizzare una relazione del carcere di Bollate, dove è detenuto, firmata da un’equipe di esperti e nella quale si segnalava il cambiamento profondo, intellettuale ed emotivo di Vallanzasca, specificando che non potrebbe progredire continuando a stare in cella, dopo 46 anni di detenzione. La stessa casa di reclusione, infatti, consigliava la concessione della liberazione condizionale, ossia di dargli la possibilità di finire di scontare la pena fuori dal carcere in libertà vigilata.

Per i giudici (presidente Corti, relatore Gambitta), invece, l’intero percorso del Bel René’ è stato connotato da involuzioni trasgressive imputabili alla sua personalità, e non è possibile ravvisare in lui quel requisito del sicuro ravvedimento previsto dalla legge per la libertà condizionale. Il Tribunale ha valutato, poi, in linea col sostituto pg Antonio Lamanna, come nemmeno la favorevole relazione della direzione del carcere fosse riuscita ad individuare presupposti di ravvedimento. Parlava, infatti, spiega il collegio, di un adeguato livello di ravvedimento, espressione che rinforza la convinzione che tale ravvedimento non vi sia. E non basta il dato statico dell’aver partecipato al percorso di mediazione penale, ma va considerato se ci sia stato un vero ravvedimento in un vissuto come quello di Vallanzasca.

no a libertà condizionale, Renato Vallanzasca, tribunale di Milano

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