Domenica 22 aprile alle 17

Firenze: all’Oratorio di Santa Caterina una mostra degli Uffizi sulle musiciste del Cinque-Seicento e un concerto con L’Homme Armé

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

l'Ensemble L'Homme Armé

l’Ensemble L’Homme Armé

FIRENZE – Nel bellissimo Oratorio di Santa Caterina delle ruote le Gallerie degli Uffizi e il Comune di Bagno a Ripoli hanno organizzato una mostra fuori del comune: «Con dolce forza. Donne nell’universo musicale del Cinque e Seicento»,  dedicata alle donne musiciste del XVI e XVII secolo con un particolare occhio di riguardo al contesto storico culturale fiorentino. la mostra raccoglie dipinti, autoritratti e incisioni, documenti e volumi a stampa, tra cui il celebre autoritratto di Marietta Robusti, altrimenti detta “Tintoretta”. Tutti i pezzi selezionati appartengono alle collezioni delle Gallerie degli Uffizi, tranne una di proprietà del Museo Stibbert di Firenze (fino al 13 maggio). Insieme ci saranno dei concerti al femminile o dedicati alle non molte compositrici della storia della musica: è il caso di quello previsto per Domenica 22 aprile alle 17, quando l’ensemble L’Homme Armé presenterà «Chi desia saper che cos’è Amore: Francesca Caccini, cantante e compositrice»

L’Ensemble L’Homme Armé è per l’occasione composto da Elena Cecchi Fedi, soprano solista, Alfonso Fedi, clavicembalo, Francesco Tomei, viola da gamba, Luigi Cozzolino, violino, Gian Luca Lastraioli, liuto e direzione.

Francesca Caccini detta la Cecchina (1587- post 1641?), figlia e allieva di Giulio Caccini, fu compositrice, clavicembalista e soprano. Studiò anche liuto, chitarra e arpa, oltre che letteratura, latino, matematica e greco, e ha sempre partecipato attivamente ai concerti organizzati dalla sua famiglia. Forse debuttò tredicenne nel 1600 in un’opera del padre, L’Euridice, alla cerimonia di nozze fra Maria de’ Medici ed Enrico IV di Francia; sicuramente era attiva due anni dopo, visto che nel suo Diario Cesare Tinghi nota che il 3 aprile 1602, nella chiesa di San Nicola a Pisa, dove la corte si trasferiva ogni anno durante la quaresima, vennero eseguite musiche dirette da «Giulio Romano [Giulio Caccini], avendovi menate la moglie [la seconda moglie, Margherita] e le due figliuole le quale cantano bene».

Nel 1615 debuttò a Palazzo Pitti la sua opera Ballo delle Zingare, con libretto di Ferdinando Saracinelli e nel 1619 agli Uffizi la sua opera La fiera, con libretto di Michelangelo Buonarroti il Giovane. Non molte ma importanti le sue composizioni arrivate fino a noi: la raccolta Il Primo Libro delle Musiche a una e due voci (1618) e il melodramma La liberazione di Ruggiero dallisola d’Alcina, con libretto di Ferdinando Saracinelli e Ludovico Ariosto (1625, rappresentata nella Villa di Poggio Imperiale, sempre a Firenze). Degne di segnalazione sono anche le sue arie Dove io credea (1621) e Ch’io sia fidele (1629).

Oratorio di Santa Caterina delle ruote è di per sé un’opera d’arte che vale una visita: presenta un’architettura semplice e geometrica, come svariati edifici coevi toscani, e contiene affreschi e decorazioni che narrano, in un’esplosione di forme e colori, la vita della principessa martire Santa Caterina d’Alessandria; furono avviati dal Maestro di Barberino e da Pietro Nelli, ma raggiungono l’apice della forza narrativa con l’intervento di Spinello Aretino, uno dei massimi esponenti del Trecento pittorico toscano.

Oratorio di Santa Caterina delle ruote (via del Carota 31 – località Rimezzano – Bagno a Ripoli; ingresso alla mostra € 5; ingresso al concerto € 5; aperitivo a cura di Artigiani in cucina € 5; info concerto 055/695000 informazioni@hommearme.it; per l’aperitivo è obbligatoria la prenotazione allo 055 643358.

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