L'incontro con Gentiloni

Assisi: Angela Merkel, preoccupazione per il governo giallo-verde in Italia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

ASSISI – Spiega di non voler dare pagelle e di non avere intenzione di entrare in questioni che non le competono, ma la cancelliera tedesca Angela Merkel non nasconde la propria preoccupazione di fronte alla prospettiva di un governo italiano che sull’Unione europea si ponga in una linea di discontinuità rispetto ai predecessori. L’Italia sta attraversando una fase impegnativa e non semplice: questi gli aggettivi scelti non a caso dalla cancelliera per descrivere la situazione. A riprova delle inquietudini che agitano alcune cancellerie europee – Germania e Francia in primis – e la stessa Bruxelles rispetto al processo politico italiano.
Merkel lancia il suo messaggio da Assisi, «in uno dei Paesi fondatori dell’Ue», sottolinea, dove i frati la omaggiano con la «Lampada della pace di San Francesco» per aver aperto negli anni scorsi le frontiere ai rifugiati siriani anche a costo di pesanti critiche in Germania. La cancelliera coglie l’occasione per ringraziare il premier uscente Paolo Gentiloni, con il quale «abbiamo lavorato bene». Ed esprime l’auspicio che, anche di fronte alla sfida dei migranti, la cooperazione con Roma prosegua allo stesso modo anche con il nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Chiunque esso sarà.

«Mi auguro – le fa eco lo stesso Gentiloni, arrivato per omaggiarla – che la collaborazione tra Italia e Germania possa continuare, nell’interesse dei nostri due grandi Paesi». I due leader si sono poi intrattenuti a parlare nel corso del pranzo offerto dai frati nel refettorio del Sacro Convento.
Nel suo discorso, Merkel ha lanciato un richiamo a non buttare via i frutti dell’integrazione europea, di fronte a ciò che vede come un pericolo: una tentazione crescente nel Vecchio Continente di ripiegarsi all’interno delle proprie frontiere.
«Dobbiamo guardare oltre i confini del nostro orticello – ha ammonito -. Nonostante le diversità, nell’Unione europea possiamo sentirci protetti come in questa Basilica».

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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