Pensioni: le previsioni del contratto di governo giallo-verde, la pensione di cittadinanza

ROMA – Dal sito PMI.it traiamo il riepilogo delle principali misure sulle pensioni, previste nel contratto di governo del cambiamento, sottoscritto da Di Maio e Salvini. Non c’è solo quota 100 e la pensione anticipata con 41 anni di contributi ma si prevede anche pensione e reddito di cittadinanza, proroga Opzione Donna, separazione fra assistenza e previdenza, taglio vitalizi e pensioni d’oro.
Ripetiamo con precisione tutte le misure inserite nel programma:
Pensioni
Le due misure fondamentali restano quelle di superamento della Riforma Fornero 2011:
con 41 anni di contributi (oggi possibile solo per i precoci),
con la quota 100 (somma età anagrafica e contributi versati)
ulteriori misure per i lavori usuranti
proroga Opzione Donna per la pensione con 35 anni di contributi e 57/58 di età (ora possibile con requisito entro fine 2015).
Reddito di cittadinanza anche per i pensionati
Pensione di cittadinanza per chi ha un reddito inferiore a 780 euro
Taglio vitalizi e pensioni d’oro
Riforma del sistema previdenziale di parlamentari, consiglieri regionali e organi costituzionali (traduzione: vitalizi a rischio) e taglio pensioni d’oro, superiori ai 5mila euro netti al mese, non giustificate dai contributi versati. Quest’ultima indicazione pare indicare la volontà di non toccare gli assegni frutto dei versamenti contributivi, indipendentemente dalla consistenza.
Nei punti citati il contratto prevede anche la pensione di cittadinanza. Vediamo di che si tratta:
L’IMPORTO – L’importo nel contratto è di 780 euro. Quindi, ad esempio, se un pensionato percepisce un assegno di soli 400 euro, che non gli permette di vivere una vita dignitosa, avrà diritto a un incremento di 380 euro così da arrivare al totale di 780 euro. La cifra potrebbe aumentare a seconda del numero di familiari a carico: ad esempio, per una coppia, la cifra sale a 1.170 euro.
A CHI SPETTA – La pensione di cittadinanza non sarà riconosciuta a tutti coloro che percepiscono una pensione inferiore all’importo minimo prestabilito, ma solo a chi ha un reddito e un patrimonio insufficiente per vivere una vita dignitosa e di conseguenza si trova in una condizione di povertà.
PAGA L’EUROPA – Si tratta di uno strumento oneroso, così come il reddito di cittadinanza. Per quanto riguarda il reddito e la pensione di cittadinanza una buona parte del finanziamento dovrebbe arrivare dall’Europa. Come si legge nel contratto di governo, infatti, M5S e Lega contano di avviare un dialogo nelle sedi comunitarie per chiedere l’applicazione del provvedimento A8-0292/2017 con cui il Parlamento europeo garantisce l’utilizzo del 20% del Fondo Sociale Europeo per l’istituzione del reddito di cittadinanza (che comprende anche la pensione) anche in Italia, unico Paese dell’UE insieme alla Grecia a non aver ancora adottato uno strumento simile per il contrasto alla povertà. Ma i primi commenti non proprio entusiastici dell’establishment europeo non sembrerebbero avallare questa prospettiva.

Lino
Quando si adempirà questa promessa, di aumento delle pensioni di invalidità ?, anche se gli invalidi fossero la metà, di ciò che asserisce Salvini, per gli amministratori di questa elemosina è sempre una vergogna.